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December 21 Il mio capitano! capitano O mio capitano...O CAPITANO! MIO CAPITANO!Di WALT WHITMAN (1865)
November 06 il mondo è bello...perchè vario.....com'è bello svegliarsi ogni
mattina e sapere, che come il giorno precedente, trascorrerò la maggior
parte del mio tempo con persone di 20 nazionalità diverse dalla mia, e
dividerò lo spazio attorno a mè, o solo un istante con persone
provenienti da minimo 30 paesi diversi....
Non avevo mai incontrato prima nessuno dall'Azerbaijan, ora passiamo assieme 5 ore al giorno, e non avevo mai parlato con una persona proveniente dalle Galapagos, oggi, come tutti i giorni pranziamo assieme.... ;) com'è bello il mondo...
November 04 commenti in Starbucks...of Mountain View.. uscivo con il Mac piegato in mano, e un uomo mi dice: <<a women with MAC detail>> how cool is it? no technology, just adict jewel.... November 02 ...un anno fà... un anno fà, decisi di festeggiare questa americanata per la prima volta a Bologna. Cambio di coinquilini in casa, così la notte a cavallo tra 30 e 31, la camera era vuota...ed è andata in scena la festa di Halloween....la prima volta dove visi noti, ma persone sconosciute hanno preso vita per diventare amici!!!!!!!!! Da quel momento, sono inziate le feste...... ;) e don't stop more...so..Ora c'è una buonissima ragione per festeggiare la notte del 31 ottobre! Quest'anno Halloween l'ho PLAYIED in casa americana...GOURGEOUS...non ci sono altri commenti da fare...L'ho iniziato nei panni di mariliyn Monroe venerdì mattina alle 5...e l'ho finito alla stessa ora del giorno dopo a Berkley a ballare musica messicana nei panni di una sposa cadavere sola e abbandonata.... October 28 e anche qui il cielo diventa grigio... Negli ultimi venti giorni, da quando sono qui, ogni mattina, ogni
risveglio, i miei occhi hanno visto un cielo azzurro, limpido e un sole
caldo, che duranet il giorno faceva spogliare, riportando
quellìatmosfera estiva dove si mostrano ancora le spalle scoperte e le
coscie di fuori. I miei cocchi erano increduli, di un tale clima. Holasciato Bologna, che si stava avviando l'autunno, passando per Londra, dove ho assaggiato l'inverno. Il mio corpo abituato al ritmo delle stagioni non riusciva a farsene una ragione di un estate prolungata, così ogni giorno era una sorpresa. Come mi è d'abitudine, guardavo subito fuori dalla finestra appena svegliata e esclamavo sempre: ...mah è una bella giornata! Un tempo simile per 20 giorni di fila, non ne ho memoria. Questa mattina, sveglia, alzo gli occhi, e non vedo la solita luce...guardo fuori ed era tutto grigio. Improvvisamente il cielo si è coperto e la giacca copre le spalle....così tutto d'improvviso è cambiato...chissà quanto tempo passerà prima che mi senta fortunata a vedere il sole fuori.... Ieri, domenica, sono stata la Golden gate Park, giro domenicale, aria fresca, persone allegre, erba verde e soffice..un po' di spazio per sbirciare i libri e contemplare questa meravigliosa città.... Prima di tornare a Mountain View, mi sono fermata da Amoeba e poi alla Virgin.. Due bellissimi posti, che mi hanno fatto ricordare quanto tempo sia passato nella mia piccola vita. Sono andata subito sui Cd in offerta, di solito sono quelli passati di moda, o quei must che hanno comperato tutti e nessuno li vuole più... L'ordine alfabetico, di questi bussoletti di plastica, mi ha fatto scoprire che c'erano tutti i miei cd preferiti....Quelle canzoni, artisti scoperti grazie a delle persone speciali, e rimasti nella mia Playlist finora. Quelle colonne sonore di tratti di vita, che ascolto sempre e non mancano mai dai brani più sentiti della settimana. Non avevo mai avuto il piacere di custodire una scatoletta che contennesse il cd , la copertina e un sacro ricordo, fotografico e e sonoro. I nomi dei miei mp3, stampati sul retro dei cd, sono diventati titoli bellissimi, con un profumo di luoghi, momenti e persone.... Ho riscoperto le copertine degli album che ricordavo solo perchè in possesso di chi mi aveva passato i file....Una bella sensazione... E così collezionando Musica e Ricordi, come feci già a Londra un po' di anni fà, mi sono riempita le braccia di pile di cd. Non riuscivo a rinunciare a nessuno, non c'era indecisione, volevo tutti quei pezzi di vita assieme, in ordine, raccolti e sigillati. Ormai pezzi d'epoca nella mia vita. Quando inizavano a cadermi dalle braccia, mi è saltato alla mente Phil. A Londra, quando lui usciva dal lavoro e ci incontravamo da qualche parte, mi trovava nei Megastore persa trai i cd....e mi aiutava a sceglierli. Me ne faceva mettere giù cinque, e mentre arrivavamo alla cassa, ne avevo presi altri...Bei ricordi, quella volta tornai in aereo con i miei 26 ingombrantissimi cd nelle tasche della giacca, che faticaccia, ma ne è valsa la pena hahah Tornando a ieri, mi sono feramata pochi titoli, lasciando il piacere per un altra domenica...... Me li sono regalati con la seguente dedica: Perchè la Musica è uno dei veri piaceri della vita
La musica riesce a salvarmi sempre, e farmi cambiare come nessun'altra cosa o persona...
Withney Huston, Police, Prince, The Clash, Bob Dylan
p.s. non chiedetemi adesso dove li metterò in camera hahahah!!! October 27 coincidenze d'incontri casuali.....in Silicon ValleyScrivo dalla Silicon Valley, Mountain View. Inutile dire che non scrivo da tanto tempo perché non ho trovato il tempo e la concentrazione per farlo, ma i pensieri sono tanti e di cose ne sono anche successe… Ho voluto iniziare spingendo di nuovo la giostra, e vedere se c’è una nuova forza d’inerzia che la spinge e la fa girare ancora… Inizio raccontando di quegli incontri, di quei tipi di fatti che mi avvengono sempre più frequenti negli ultimi mesi, mi tengono compagnia e continuano a sorprendermi senza darmi risposte…ma in questi casi poco conta. Dopo due settimane che mi muovevo nella zona da Mountain View a san Francisco, ho rincontrato casualmente, TRE persone conosciute più di un mese addietro per casualità. Nessuna di queste sapevo sarei tornata da queste parti, e ci siamo trovati sorprendentemente in posti diversi da dove ci siamo incontrate la scorsa volta…. C’è da dire, che loro stavano facendo le loro cose, ed Io, sono arrivata lì nel mentre..così niente è stato più inevitabile, ma ho avuto quasi la sensazione di essere stata Io ad andare da loro.. La prima persona che ho scoperto sedere tra i passeggeri del treno è un veterinario argentino, incontrato solo una volta, quest’estate. Quella mattina presto, treno in direzione opposta a dove ci eravamo incontrati, io passo tutti i vagoni per andare alla toilette. La toilette era occupata, aspetto fuori, mi guardo attorno, e lui è seduto davanti a me. Mi saluta con tanta disinvoltura e tranquillità, come se ci vedessimo tutte le mattine…Non ho avuto il tempo di chiedermi chi fosse..era tanto in confidenza con me, che ho ricollegato subito quei suoi occhi azzurri chiari che non potevano stare al sole mentre parlavano un mese fa…Avevamo entrambi perso il treno, era tardo pomeriggio, seduti su una panchina della stazione abbiamo intrattenuto una chiacchierata di 30 minuti, il tempo giusto perché mi raccontasse tutta la sua vita. Due brevi fermate perché riallacciassimo il discorso e lui scendesse….Ora lavora a Stanford, lavora con le cavie dei laboratori. Un altro saluto disinvolto, come se portasse con sé la certezza di incontrarci ancora… Seconda persona, incontrata una sola volta, con Meg, una domenica d’agosto in uno Starbucks di san Francisco, entrambi stavamo ritirando i nostri cappuccini. Lui fù colpito da me, e mentre Meg era al bagno iniziammo a chiacchierare. Un Uomo originario di Dubai, uomo d’affari, a che fare con il petrolio, che lavora e si muove in giro per il mondo. La prima domenica che ero in California andai a san Francisco. Apro la porta di un negozio, di fronte mi trovo lui e sua moglie o fidanzata. Loro stavano uscendo e io entravo. Un mezzo secondo per metterlo a fuoco meglio e ricordarmi che era lui…Lui non mi aveva detto di avere una compagna, così con gran imbarazzo, lui si è divincolato con la moglie e io sono entrata nel negozio, senza avere il coraggio di girarmi per vedere come sono usciti….Gli ho lasciato la mia e-mail, mi ha cercata più volte su Messenger. Io l’ho schivato più volte. Terza persona, un ragazzo di colore, conosciuto perché lavorava vicino a dove abitavo in agosto. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e visti qualche volta, tra cui un cinema. Al mio ritorno, non l’ho cercato e abito in un'altra zona. Era un pomeriggio di ritorno con i pattini dalla scuola. Per una volta la mia stanchezza mi ha fatto aspettare il segnale rosso del semaforo pedonale, così ho premuto il pulsante e atteso, finché non è apparso l’omino verde. Attraverso la strada, e mentre salivo sul marciapiede vado quasi addosso a un ragazzo in bicicletta. Lo scanso, e vedo un viso nuoto, ci guardiamo allibiti, era lui ed ero io. Ci sedemmo sulla panchina dell’autobus per capire quale coincidenza ci fosse dietro a quell’incontro. Mentre lui mi diceva pensavo di non vederti più in vita mia… ..ancora coincidenze... October 25 è l'INIZIO di un NUOVO GIRO di GIOSTRA...d qualche parte bisogna riiniziare, sapente che sono un Diesel....ma ho deciso di ripartire da qui... lo strazio della morte altrui, è prima che accada. Quando avviene è quasi una Pace..non c'è più niente da dire e niente per cui soffrire... La morte è in vita.....poi diviene vita nella morte e a noi non non è concesso sapere altro.... possiamo solo riprendere il brusio quotidiano... September 29 L'ultimo giro di giostra... La mia serenità nel pensarti è data da quel principio che mi hai sempre dimostrato: L'energia non si crea,non si distrugge,si trasforma la ciclicità della natura:dalla vita alla morte; il compimento della catena che riparte con la vita. Mi fa star bene, mi sento appartenere alla macchina dell'intero universo che funziona sempre, indipendentemente da noi, così da farmi sentire una piccola parte del tutto. La fortuna che ci rimane è il ricordo. Il ricordo è come una stella cadente, la scia appare agli occhi migliaia di anni luce dopo che la stella ha attraversato l’universo. Quando la stella se ne è già andata, noi possiamo percepire la sua presenza passata ammirando la scia che c'ha lasciato quando s'è sperduta.... C’è sfuggita la stella e la sua essenza, ma ci rimane tra le dita quel che siamo riusciti a cogliere di lei. Seneca diceva ..vivere è morire,non si muore il giorno che si muore, ma si muore sempre..... morire significa perdere sè stessi. Perdiamo continuamente noi stessi,in ogni istante perdiamo ciò che eravamo ogni momento prima. Quando morirò avrò perso solo l'istante prima,ma il mio IO bambino,infante è gia morto,quello che è vivo è il mio IO di ora. Io vivo.... un dolce saluto alla VITA Da Taggi Paolo ….di niente del mare …mi hanno chiesto perché stavo sempre qui, ma non gli ho saputo rispondere . Che cosa gli avrei dovuto dire; venite dentro i miei pensieri. Chi lo farebbe mai. Io sto qui e guardo, Guardo se c’è qualcosa che assomiglia alla mia vita. Per esempio, qualche minuto fa, c’era una leggere brezza di vento; adesso non c’è più, non è facile da spiegare. Dovessi mandare un messaggio in bottiglia, lo manderei proprio al mare. Ma gli parlo già così. Basta guardarsi, per parlare, come fanno i pesci. La gente invece, o non vuole parlare o vuole solo parole. Ma parole soltanto, e basta. Dentro le parole, poi davvero, non ci mette niente. Le parole si gettano così, una dopo l’altra, e tu pensi a qualcosa d’altro. Non è bello quando si stà così. Per la gente del paese, le mie parole non esistono; e io ho imparato a parlare piano, senza lasciare segni. Gli uomini di qui non hanno torto se non mi capiscono. Loro ragionano in base a quelle 4 o 5 cose che hanno tutti: chi ne ha una o due di più, come la fantasia e l’immaginazione, allora non può starci, con loro. Nel mondo ci vogliono le cose materiali, le cose che uno può vedere, le può misurare. Uno deve poterne sentire il peso. Le cose così non contano, quelle che uno dice che esistono ma sono solo dentro di lui e nessuno le vede, se non si mette nello stesso punto, se non lo sta ad ascoltare, se non guarda dentro ai suoi occhi. Forse io non ho 4 o 5 cose come loro, più la fantasia e l’immaginazione; ho queste, le ultime, ma non ho le altre perché insieme non ci possono stare, si eliminano. La concretezza, per esempio, non la conosco e per questo sono diverso. Anche l’invidia , non la conosco. Uno come me, davvero, non ci può stare September 02 che c'è in Usa?! L’america, meta sognata dai nostri nonni, idolatrata dai film, terra
giudicata frettolosamente, come fonte di ricchezza economica e apice
delle tendenze, altrimenti terra semplicemente capitalistica, banale,
senza storia e una cultura superficiale. Io continuo ad andarci, a tornarci e usarla come termine di paragone. Non mi trovo schierata in una posizione precisa, non sono ancora riuscita a trarre abbastanza deduzioni. Per ora le mie esperienze mi hanno insegnato che ci siano molto cose positive di questo paese, da cui prendere spunto, e altri fattori, che la rendono l’opposto dell’Italia e mi fanno apprezzare e amare il nostro paese. Una delle cose che mi attraggono sono i rapporti che nascono e crescono senza basarsi su una prima impressione estetica sul colore della pelle, abiti o bellezza. Sto parlando della Silicon Valley, che mi ha mostrato che l’America è forse una terra di non solo discriminazioni. Probabilmente è una piccola parte d’America, o forse semplicemente un ambiente ristretto dove la cultura ce l’ha vinta. O è quella parte di americani rappresentata da Obama?! Troppi pochi elementi per esprimere un’ ipotesi fondata, in questa direzione. Non è di questo che voglio parlare, ma di come sia possibile una realtà, che credevo solo idilliaca. Una realtà dove il giudizio estetico non è quello più importante, si viene semplicemente considerati per quello che si è come esseri semplicemente pensanti e lavoratori. Il colore della pelle., la forma degli occhi, l’età, l’eleganza del vestito o la professione, non sono una discriminazione nei rapporti umani. Se hai delle buone idee, delle valide motivazioni, sei libero di conversare con qualsiasi persona, senza sbarramenti o formalità. Un esempio è stata la scuola che ho frequentato. Professori americani, gestiscono classi dove ci sono alunni con 20 anni di differenza , di diverse nazionalità e di tutti i ceti sociali: figli di professori di Standford piuttosto che Berkeley o ragazzi orientali molto giovani che attraversano l’oceano per realizzarsi negli studi. I professori che ho incontrato erano sempre in grado di lavorare per unione di punti in comune e collaborazione piuttosto che per differenze. Non c’è mai stata l’occasione che l’età o il colore della pelle venisse percepito come un discriminante, l’obiettivo in comune era imparare l’inglese, e solo quello ci univa e contava in classe. La mia scuola è stata il primo esempio che ho avuto, poi guardando le persone che incontravo, accadeva lo stesso. Nulla importa chi sei o chi potresti essere, l’importante è come agisci. Altri esempi, sono stati sapere che in importanti aziende si può camminare a piedi scalzi in ufficio, lo stesso boss conduce le riunioni a piedi nudi. Potrebbe sembrare un eccesso di ipocrisia, eppure nei posti di lavoro si gioca a biliardino piuttosto che calcetto, o si fa’ il barbecue ubriacandosi tutti assieme, senza distinzioni di ruoli lavorativi o età. E che dire dei possibili pupilli di Standford che trascorrono il sabato pomeriggio in spiaggia con hamburger patatine, pistole ad acqua e giochi idioti?! Tutto questo mi ha dato l’impressione che non è la prima impressione che conta. E’ concesso apparire come si vuole, ma non è permesso agire senza profitti o infrangendo le regole comuni. Forse sbaglio, ma questa è la differenza che al momento sento abissale tra gli Stati uniti e l’Italia. Questo è uno dei fattori che mi sta spingendo a riprendere un aereo per la stessa destinazione dalla quale sono arrivata 2 giorni fa. Voglio provare a mettermi alla prova in quell’ambiente che mi fa sentire più libera, più motivata a fare tutte quelle cose che qui n Italia mi sembrano difficili. Sarà una prova, per un breve periodo o magari lungo. Potrò tornare sconfitta, perché non abbastanza tenace e competitiva per sottostare a questi meccanismi, o rimarrò intrappolata nel sistema americano affanato dal successo individuale. Chi lo sa, sarà comunque un esperienza…. August 29 come è andata l'estate?che hai fatto? su racconta... Quando mi chiedono di raccontare delle vacanze, rimango balba, come se non avessi niente di cui raccontare. Non ho niente di eclatante, ok tutti dicono sei stata due mesi oltreoceano, chissà dove chissà con chi..e che hai fatto?! Dare la vera risposta non è semplice, che dire ho pensato a me e a quello che mi stava attorno, ecco la mia attività principale che mi ha catturato tutte le energie. Il mio corpo era su una tavola da surf, in cima a un monte , seduta su un banco di scuola su un treno,…o qualsiasi altro posto…e i miei pensieri scorrevano, dove non c’è strada, dove non ci sono rotaie e nessuno che controlla. Ho trovato il tempo di….pensare a me per prima e tutto quello che mi gira attorno, durante l’anno vivo tutto quello che mi accade, spostando nel ripostiglio i pensieri che mi occupano la mente. In queste vacanze ho pensato….. August 27 fly backOra che sono arrivata a casa, mi sono emozionata vedendo Bologna e vago per casa senza riconoscere piu le mie cose, sono tornata...Finalmente distesa sul mio amato letto, vi metto gli ultimi post di quest'estate d'oltreoceano.... L’ultima volta che ho lasciato San Francisco scrivevo: …Le ore, i minuti di un ritardo, di una lunga corsa che non prende il volo e rimanda la separazione, rinuncia a sollevarsi per stare a terra e godere di una beatitudine, che tra le nuvole è divina. Un raggio di luce dalla coltre grigia e blu fà spazio sul foglio, che teme, ha paura, ha paura di quelle parole infelici, che sono sollevate solo dalla tempesta solare, che alta, separa le nuvole dalla terra e sorregge questi pesanti pensieri…. Salutavo San Francisco e quel ragazzo, pensando che i nostri sguardi non si sarebbero più incrociati e i nostri piaceri si sarebbero conclusi con quel decollo….Salutavo San Francisco, stringendo a me quel ricordo, e quel primo approccio negli States, senza chiedermi o pensare un ritorno…. Quest’anno scrivo: …Le ore, i minuti di un attesa per un volo che non era destinato a me, rimanda la separazione, rinuncia a sollevarsi per stare a terra e godere di quella situazione, che tra le nuvole non è reale. E’ un ritorno più terreno, dove non ho bisogno di vedere le “tempeste di luce” per guardare lontano e sognare . Ora sto tornando, e mi chiedo quante cose ho lasciato incompiute per cui tornare presto in questa terra. Ho salutato San Francisco chiedendomi, perchè tornerò?! ufficialmente tornata in Italia. Bye bye Aurora August 26 ADVENTURE through HW1 and Santa Cruz Finisce la settimana lavorativa, e in style come i bravi americani, decidiamo di andare ad Half Moon Bay a fare camping! Questa località dista appena mezzoretta da Palo Alto, la ciurma è composta da 3 macchine con passeggeri italo-ispanici. Come da tradizione non siamo poi tanto puntuali! Io mi trovo alle 8 con gli ingegneri, poi ci fermiamo qua in la a raccogliere alcohol e persone, così con la nostra movida arriviamo alle 11.30 ad Half Moon Bay. Tutto buio, non c'era nessuno, la barra del campeggio era già abbassatae il cartello indica chiusura a sunset. Si sentiva solo il rumore dell'oceano, era tutto buio e non sapevamo cosa fare, l'aria frizzava di divertimento, così siamo scesi dalle macchine ridendo, urlando e ballando YMCA in equilibrio precario sopra paletti. Finchè una persona è venuta a vedere cosa stavamo facendo, e chiama la Polizia.... ok saliamo in macchina riprendiamo la strada…..destinazione............sconosciuta! seguendo le indicazioni del Gps I-phione passiamo per un po' di campeggi, tutto chiuso, tutto full...cominciano a considerare altre possibilità: dormire in macchina, tornare a casa o.....continuare sulla California one.......quest'ultima pare la scelta...Riprendiamo la via in direzione Santa Cruz (45 miglia da dove eravamo..)sostando qua in la dove c'era qualche lampione acceso...speravamo di poterci accampare...Le soste erano solo un pretesto per bere, mangiare e tenerci svegli :)))). La california1, me la ricordavo bene, bellissima emozionante a strapiombo sull'oceano....ma noi stavamo percorrendo una strada completamente nera, nessuno passava di la, solo il faro ci rassicurava che eravamo sulla via giusta ;) I cellulari non prendevano e abbiamo perso una vettura della carovana, così ci siamo fermati sul ciglio della strada, non passava alcuna macchina, buio nero assoluto, tiriamo fuori le pile, il bacardi e improvvisiamo un party!!!!! Passa un auto che ci vede saltare tutti esaltati, accosta, e noi impauriti saliamo in macchina al volo e riprendiamo la via (forse se non fosse passata quell'auto eravamo ancora li a saltare e bere) Ormai i miglia non li contavamo più, pensavamo di essere quasi a LA! ore 2.30 am, ci fermiamo a 9 migli da santa Cruz, dove c'era l'accesso a una spiaggia. Ci fermiamo nella piazzola, e inconscienti decidiamo di accamparci. C'erano molte macchine, come scendiamo ci rendiamo conto che la serata stava finendo per un gruppo di teenager drogati e ubriachi. Questi ci sconsigliano di fermarci li, mostrandoci le ferite che portano sui fianchi per essere scivolati lungo la discesa per la spiaggia! ma dove siamo capitati???!!! Scarichiamo le macchina da sacchi a pelo tende e alcoll. Una torcia, 12 persone e una discesa scoscesa tra le roccie....in fila indiana ci incamminiamo verso..(non sapevamo bene cosa!) mi faccio luce con il cellualre per vedere dove metto i piedi....ma qualcuno ha pensato bene di usare il sedere al posto dei piedi (questa volta non ero io!).... Tutto assolutamente buio mentre l'oceano sbatteva sulle rocce...Ore 3 am, apriamo le tende: montaggio senza istruzioni, per la prima volta, al buio, parlando lingue diverse! Nonostante ci fossero anche ingegneri all'opera la cerniera dell'entrata era all'uscita e l'uscita era su un fianco....L'acohol iniziava a dare alla testa e i nostri corpi erano pregni di umidità che cadeva come pioggia...brrrrr che freddo! Intanto Juan porta giu la legna e accende il fuoco. In mezzora eravamo tutti seduti a riscaldarci...fin quando non sono iniziati i giochi alcolici e grasse risate facendo il gioco “I never…. “ in cerca di spiegazioni e traduzioni in ingelse…ahaah!! Un po' alla volta le posture si fanno sempre meno erette e parallele alla sabbia..... crolliamo per poi trascinarci nelle tende... Che bello dormire in tenda, in spiaggia, mi sono affiorati un po' di bei ricordi di quando eravamo abituè della spiaggia del Lido ;)..ormaiaaaaaaaaii 4 anni fà... va beh, ci corichiamo chi dentro, chi fuori la tenda, chi ubriaco e chi senza sensi... Mi alzo verso le 6 per andare al restroom ,il sole stava sorgendo così ho potuto capire dov'eravamo finiti..una baia protetta da delle scogliere alte e striate in rosso, non eravamo gli unici ad avere avuto la splendida idea di campeggiare....altre tende si nascondevano tra roccia e sabbia. Mi faccio suggestionare da un angolino in una scogliera e decido che è il mio restroom. Ci sono ancora le braci di qualche fuoco acceso la sera prima e a terra trovo 2 cellulari e una fotocamera. Torno all'accampamento con il bottino e comincio a chiaccherare con le chiche! Un altra oretta per ammirare quant'è bello non dormire e svegliarsi dal buio della notte in fronte all'oceano. Verso le 6 e mezza ci addormentiamo nei sacchi a pelo all'addiaccio.... Sonni profondi e tranquilli vengono svegliati dalle urla dei poliziotti che dalle roccie ci invitano a svegliarci e chissà cos'altro...non capivo niente, apro gli occhi e vedo questi incattivati che ci urlano con il megafono! Siamo in arresto! Ci invitano a svegliarci, ma l'unica di sveglia ero io, così squoto gli altri....l'alcohol l'aveva avuta vinta sugli ingegneri ancora atterriti.....un po' alla volta ci fanno sedere in linea. Siamo incriminati di :CAMPEGGIO; FUOCO;ALCOHOL E TRASH in spiaggia! FORBIDDEN!!!! Con aria minacciosa prendono le nostre generalità, parlano con la centrale inquotendoci terrore. Nel frattempo un aitante policeman, chiede il mio passaporto, vado a prenderglielo. Eravamo una fila di poveracci infreddoliti e impauriti seduti a terra con queste belve pronte a sbranarci. Mi risiedo a terra secondo indicazioni, il poliziotto prende il mio passaporto e inizia così una piacevole conversazione, d’un tratto cambia tono di voce <<ma parli italiano?!>> (of corse!) e gli esce un bel sorriso ;) per poi finire in chiacchere…..qualche risatina per sciogliere la tensione, e la cattura dei poveri criminali colpevoli di aver aver fatto un camping finisce con << Questo è un parco naturale, se raccogliete tutta la spazzatura che c’è in giro e non vi fate più beccare così potete andare…>> Gli avvoltoi se ne andarano a controllare gli altri poveracci che avevano dormito in spiaggia e li aspettavano già con i bagagli fatti, in riga. Noi ancora assonati ma consapevoli d’averla scampata abbiamo raccolto tutto il trash affrettandoci a far sparire il nostro accampamento. A fine rettata, il bottino dei poliziotti è stato di qualche multa e un arrestato!!! Ci siamo riavviati in Ca1 in direzione Sf, un abbondante colazione grassa e carboidratosa e poi ultimo bagno della stagione nell’oceano!!!! Ed ecco anche quello che credevo fosse l’ultima avventura di questa sessione in California, così ho aggiunto alla lista dei to FEEL CLOSE TO AMERICAN anche l’epserienza con la Police! ☺ DESTINO, FATALITà, COINCIDENZE O INTERFERENZE??! DON'T LOSE THE WAY!!
cosa accade da queste parti?! no party!ciao a tutti! da quando sono in Silicon Valley, Menlo Park, non ho foto eccitanti da farvi vedere, e le ore di attività in un giorno vanno dalle 6 e ermezza d mattina alle 9 e mezza quando vado a letto, e mi chiamano lazy girl, qualcosa ogni tanto accade...
ANGEL-J.J.I’ve got an angel She doesn’t wear any wings She wears a heart that could melt my own She wears a smile that could make me want to sing She gives me presents With her presence alone She gives me everything I could wish for She gives me kisses on the lips just for coming home She can make angels I’ve seen it with my own eyes You’ve got to be careful when you’ve got good love Cause them angels will just keep on multiplying You’re so busy changing the world Just one smile and you could change all of mine We share the same soul August 19 e finalmente, ancora MILKY Questo è un post, post-datato. Dedicato in particolare alla mia amicona Ale, e a quel poveretto che ogni mattina prendeva il 10 foscari con noi e non hai mai saputo che per ben 4 anni è stato chiamato Milky. Oltre a non essere mai stato chiamto così, lui non sa nemmeno chi siamo noi. Non ci siamo mai parlati o salutati, è stato semplicemnte nelle nostre chiacchere più sublimi e retoriche. Ebbene sì, è stato al centro della nostra attenzione per la sua pettinatura: una folta e voluminosa chioma scura, stirata all'indietro con un vasetto di GEL...come non dare nell'occhio?! Ogni mattina la sua pettinatura HARDstyle, pareva una fresca leccata di mucca, magari pure la Mucca Carolina, che prima veniva munta per fare il latte e po gli sistemava per bene i capelli. MA SI PUO??? da qui deriva il Nome Milky, che vuole sembrare tutto tranne che quello che pensavamo, per non essere scoperte a sparlocchiare del diretto interessato. Negli anni, la mia astuta Socia ha seguito più da vicino le vicende di Milky, con tanto di indizi sulla sua vita privata, flirt e annessi passatempi.... Non abbiamo mai cercato di cnoscerlo veramente, ma è sempre rimasto Milky e le sue storie.... Un mese fà, mentre ero alle hawaii, nell'isola di Kauai, l'ultima sera andammo nell'unico Pub dell'isola...Un ritrovo di Harley Davidson: omoni e donnone addobbati a festa con giubini in pelle e accessori della loro identità...tutti ubriachissimi, che facevano il karaoke. Del mio gruppo d'amici, ero l'unica donna, e forse l'unica sobria. Sono stata presa di mira da questi simpaticoni, con le lunghe trecce nere, pelati o tutti tattuati. Così tra baci, abbracci, rutti e qualche strofa in inglese a fine serata, io ancora sobria, e loro ancora più ubriachi ci siamo scambiati numeri di telefono. Un simpatico omone che voleva portarmi in giro in moto, mi ha detto chiamami domani che così ci vediamo..... mi lascia il suo numero di telefono e scrive il suo nome::::: MILKY!!!! ahhaha non ci potevo credere, esisteva per davvero qualcuno che sia chiamava MILKY!! ahahahaha così a 13.500 km di distanz, nell'altra parte del giorno il mio pensiero è andato a quel poveretto che non sà ancora di essere Milky, e alla mia mitica amicona ALE, che grande compagna di avventura, mi torna sempre alla mente! ahahahah MILKY 4EVER, ora nella rubrica del mio telefono c'è pure milky! ..la foto qui sotto è uno dei reperti di quella serata.... p.s. ale quando vuoi lo andiamo a trovare!! PRIMA&POIsempreMORTEnellaVITA un anno fa... se dovessi dire cos'è la morte, ora, senza avere esperienza degli altri, la descriverei come una cosa senza turbamenti. forse sadicamente posso dire: cosa c'è di più bello della ciclicità della vita?!..é la conferma che siamo tutti vivi, tutto và e tutto viene...La morte non è altro che la prova che esiste la vita. Quella sensazione fisica nella memoria involontaria, mi prende contropiede, esautorando il mio sistema centrale, nel dire "il mio oggi", ciò può avvenire solo se interveiene qualcosa dall'esterno. Se il mio di io di oggi decide di ricordare ieri, è sempre il mio Io di Oggi che decide di ricordardare Ieri, è sempre il mio Io che comanda. Ma se una sensazione fisica, indioendente da me mi assale, e mi invade, il mio Io di oggi può venir meno e sostituirsi al mio Io di Ieri. La sensazione che appartiene più al mio Io di ieri si impadronisce del mio Io e fà si che salga in cattedra il mio Io di Ieri. La differenza non è nel contenuto che viene ricordato, ma nel mio Io che viene ricordato. La memoria volontaria, mi porta all'Io di Oggi. Mentre la memoria involontaria, imposta dalla realtà esterna mi porta al mio Io di ieri. Per un momento sono quello che ero ieri. Per questo Proust dice: Tutto è reale, ma solo il mio Io di Ieri è reale. Il mio Io di oggi è fittizzio. Quest'essenza non era in me, ma in me stesso. Così rivivo l'Io del passato, rivivo non ci sono elementi nuovi. Non è nella materia di ciò che ricordiamo ma in quale dei nostri Io percepisco le cose. Il mio Io di allora è sottratto alla morte. Seneca diceva: Sbagliamo se guardiamo la morte, come qualcosa che deve ancora avvenire, perchè in realtà parte di essa è gia avvenuta. Vivere è morire, non si muore il giorno che si muore, ma si muore sempre. Morire significa erdere sè stessi. Perdiamo continuamente noi stessi, in ogni istante perdiamo ciò che eravamo ogni momento prima. Nel momento in cui ricordo il passato del mio Io attuale, ricordo qualcosa che è morto. Solo grazie alla memoria involontaria e alla memoria esterna rivivo per un attimo. Un anno dopo ... Per me, ora, la morte è quella vita che sta nella mia morte. Quando la mia memoria volontaria non vivrà più solo nella morte di quelle vite che se ne sono andate allora Io sarò più viva, ma non saprò ancora cosìè la morte se non il dolore di un ricongiungimento continuo. |
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