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    September 29

    L'ultimo giro di giostra...

    La mia serenità nel pensarti è data da quel principio che mi hai sempre dimostrato:
    L'energia non si crea,non si distrugge,si trasforma
    la ciclicità della natura:dalla vita alla morte; il compimento della catena che riparte con la vita. Mi fa star bene, mi sento appartenere alla macchina dell'intero universo che funziona  sempre, indipendentemente da noi, così da farmi sentire una piccola parte del tutto.

    La fortuna che ci rimane è il ricordo.
    Il ricordo è come una stella cadente, la scia appare agli occhi migliaia di anni luce dopo che la stella  ha attraversato l’universo.
    Quando la stella se ne è già andata,  noi possiamo percepire la sua presenza passata ammirando la scia che c'ha lasciato quando s'è sperduta.... C’è sfuggita la stella e la sua essenza, ma ci rimane tra le dita quel che siamo riusciti a cogliere di lei.

     Seneca diceva
    ..vivere è morire,non si muore il giorno che si muore, ma si muore sempre.....
    morire significa perdere sè stessi.
    Perdiamo continuamente noi stessi,in ogni istante perdiamo ciò che eravamo ogni momento prima.
    Quando morirò avrò perso solo l'istante prima,ma il mio IO bambino,infante è gia morto,quello che è vivo è il mio IO di ora.
    Io vivo....

    un dolce saluto alla VITA

    Da Taggi Paolo ….di niente del mare

    …mi hanno chiesto perché stavo sempre qui,  ma non gli ho saputo rispondere .
    Che cosa gli avrei dovuto dire; venite dentro i miei pensieri.
    Chi lo farebbe mai.
    Io sto qui e guardo, Guardo se c’è qualcosa che assomiglia alla mia vita.
    Per esempio, qualche minuto fa, c’era una leggere brezza di vento; adesso non c’è più, non è facile da spiegare.


    Dovessi mandare un messaggio in bottiglia, lo manderei proprio al mare.
    Ma gli parlo già così.
    Basta guardarsi, per parlare, come fanno i pesci.
    La gente invece, o non vuole parlare o vuole solo parole.
    Ma parole soltanto, e basta.
    Dentro le parole, poi davvero, non ci mette niente.
    Le parole si gettano così, una dopo l’altra, e tu pensi a qualcosa d’altro.
    Non è bello quando si stà così.

    Per la gente del paese,  le mie parole non esistono; e io ho imparato a parlare piano, senza lasciare segni.

    Gli uomini di qui non hanno torto se non mi capiscono.
    Loro ragionano in base a quelle 4 o 5 cose che hanno tutti: chi ne ha una o due di più, come la fantasia e l’immaginazione, allora non può starci, con loro.
    Nel mondo ci vogliono le cose materiali, le cose che uno può vedere, le può misurare.
    Uno deve poterne sentire il peso.
    Le cose così non contano, quelle che uno dice che esistono ma sono solo  dentro di lui e nessuno le vede, se non si mette nello stesso punto, se non lo sta ad ascoltare, se non guarda dentro ai suoi occhi.
    Forse io non ho 4 o 5 cose come loro, più la fantasia e l’immaginazione; ho queste, le ultime, ma non ho le altre perché insieme non ci possono stare, si eliminano.
    La concretezza, per esempio, non la conosco e per questo sono diverso. Anche l’invidia , non la conosco.
    Uno come me, davvero, non ci può stare
    September 02

    che c'è in Usa?!

    L’america, meta sognata dai nostri nonni, idolatrata dai film, terra giudicata frettolosamente, come fonte di ricchezza economica e apice delle tendenze, altrimenti terra semplicemente capitalistica, banale, senza storia e una cultura superficiale.
    Io continuo ad andarci, a tornarci e usarla come termine di paragone. Non mi trovo schierata in una posizione precisa, non sono ancora riuscita a trarre abbastanza  deduzioni.  Per ora le mie esperienze mi hanno insegnato che ci siano molto cose positive di questo paese, da cui prendere spunto, e altri fattori, che la rendono l’opposto dell’Italia e mi fanno apprezzare e amare il nostro paese.
    Una delle cose che mi attraggono sono i rapporti che nascono e crescono senza basarsi su una prima impressione estetica sul colore della pelle, abiti o bellezza. Sto parlando della Silicon Valley, che mi ha mostrato che l’America è forse una terra di non solo discriminazioni. Probabilmente è una piccola parte d’America,  o forse semplicemente un ambiente ristretto dove la cultura ce l’ha vinta. O  è quella parte di americani rappresentata da Obama?!
    Troppi pochi elementi per esprimere un’ ipotesi fondata, in questa direzione. Non è di questo che voglio parlare, ma di come sia possibile una realtà, che credevo solo idilliaca. Una realtà dove il giudizio estetico non è quello più importante,  si viene semplicemente considerati per quello che si è come esseri semplicemente pensanti e lavoratori. Il colore della pelle., la forma degli occhi, l’età, l’eleganza del vestito o la professione, non sono una discriminazione nei rapporti umani. Se hai delle buone idee, delle valide motivazioni, sei libero di conversare con qualsiasi persona, senza sbarramenti o formalità. Un esempio  è stata la scuola che ho frequentato. Professori americani, gestiscono classi dove ci sono alunni con 20 anni di differenza , di diverse nazionalità  e di tutti i ceti sociali: figli di professori di Standford piuttosto che Berkeley o ragazzi orientali molto giovani che attraversano l’oceano per  realizzarsi negli studi. I professori che ho incontrato erano sempre in grado di lavorare per unione di punti in comune e collaborazione piuttosto che per differenze. Non c’è mai stata l’occasione che l’età o il colore della pelle venisse percepito come un discriminante, l’obiettivo in comune era imparare l’inglese, e solo quello ci univa e contava in classe.
     La mia scuola è stata il primo esempio che ho avuto, poi guardando le persone che incontravo, accadeva lo stesso. Nulla importa chi sei o chi potresti essere, l’importante è come agisci. Altri esempi, sono stati sapere che in importanti aziende si può camminare a piedi scalzi in ufficio, lo stesso boss conduce le riunioni a piedi nudi. Potrebbe sembrare un eccesso di ipocrisia, eppure nei posti di lavoro si gioca a biliardino piuttosto che calcetto, o si fa’ il barbecue ubriacandosi tutti assieme, senza distinzioni di ruoli lavorativi o età. E che dire dei possibili pupilli di Standford che trascorrono il sabato pomeriggio in spiaggia con hamburger patatine, pistole ad acqua e giochi idioti?! Tutto questo mi ha dato l’impressione che non è la prima impressione che conta. E’ concesso apparire come si vuole, ma non è permesso agire senza profitti o infrangendo le regole comuni. Forse sbaglio, ma questa è la differenza che al momento sento abissale tra gli Stati uniti e l’Italia. Questo è uno dei fattori che mi sta spingendo a riprendere un aereo per la stessa destinazione dalla quale sono arrivata 2 giorni fa. Voglio provare a mettermi alla prova in quell’ambiente che mi fa sentire più libera, più motivata a fare tutte quelle cose che qui n Italia mi sembrano difficili. Sarà una prova, per un breve periodo o magari lungo. Potrò tornare sconfitta, perché non abbastanza tenace e competitiva per sottostare a questi meccanismi, o rimarrò intrappolata nel sistema americano affanato dal successo individuale. Chi lo sa, sarà comunque un esperienza….



    August 29

    come è andata l'estate?che hai fatto? su racconta...

    Quando mi chiedono di raccontare delle vacanze, rimango balba, come se non avessi niente di cui raccontare. Non ho niente di eclatante, ok tutti dicono sei stata due mesi oltreoceano, chissà dove chissà con chi..e che hai fatto?! Dare la vera risposta non è semplice,  che dire ho pensato a me e a quello che mi stava attorno, ecco la mia attività principale che mi ha catturato tutte le energie. Il mio corpo era su una tavola da surf, in cima a un monte , seduta su un banco di scuola su un treno,…o qualsiasi altro posto…e i miei pensieri scorrevano, dove non c’è strada, dove non ci sono rotaie e nessuno che controlla. Ho trovato il tempo di….pensare a me per prima e tutto quello che mi gira attorno, durante l’anno vivo tutto quello che mi accade, spostando nel ripostiglio i pensieri che mi occupano la mente. In queste vacanze ho pensato…..
    August 27

    fly back

    Ora che sono arrivata a casa, mi sono emozionata vedendo Bologna e vago per casa senza riconoscere piu le mie cose, sono tornata...Finalmente distesa sul mio amato letto, vi metto gli ultimi post di quest'estate d'oltreoceano....

    L’ultima volta che ho lasciato San Francisco scrivevo:
    …Le ore, i minuti di un ritardo, di una lunga corsa che non prende il volo e rimanda la separazione, rinuncia a sollevarsi per stare a terra e godere di una beatitudine, che tra le nuvole è divina. Un raggio di luce dalla coltre grigia e blu fà spazio sul foglio, che teme, ha paura, ha paura di quelle parole infelici, che sono sollevate solo dalla tempesta  solare, che alta, separa le nuvole dalla terra e sorregge questi pesanti pensieri….

    Salutavo San Francisco e  quel ragazzo, pensando che i nostri sguardi non si sarebbero più incrociati e i nostri piaceri si sarebbero conclusi con quel decollo….Salutavo San Francisco, stringendo a me quel ricordo, e quel primo approccio negli States, senza chiedermi o pensare un ritorno….

    Quest’anno scrivo:
    …Le ore, i minuti di un attesa per un volo che non era destinato a me, rimanda la separazione, rinuncia a sollevarsi per stare a terra e godere di quella situazione, che tra le nuvole non è reale. E’ un ritorno più terreno, dove non ho bisogno di vedere le “tempeste di luce” per guardare lontano e sognare . Ora sto tornando, e mi chiedo quante cose ho lasciato incompiute per cui tornare presto in questa terra.

    Ho salutato San Francisco chiedendomi, perchè tornerò?!

    ufficialmente tornata in Italia.
    Bye bye Aurora




    August 26

    ADVENTURE through HW1 and Santa Cruz

    Finisce la settimana lavorativa, e in style come i bravi americani, decidiamo di andare ad Half Moon Bay a fare camping! Questa località dista appena mezzoretta da Palo Alto, la ciurma è composta da 3 macchine con passeggeri italo-ispanici. Come da tradizione non siamo poi tanto puntuali! Io mi trovo alle 8 con gli ingegneri, poi ci fermiamo qua in la a raccogliere alcohol e persone, così con la nostra movida arriviamo alle 11.30 ad Half Moon Bay. Tutto buio, non c'era nessuno, la barra del campeggio era già abbassatae il cartello indica chiusura a sunset. Si sentiva solo il rumore dell'oceano, era tutto buio e non sapevamo cosa fare, l'aria frizzava di divertimento, così siamo scesi dalle macchine ridendo, urlando e ballando YMCA in equilibrio precario sopra paletti. Finchè una persona è venuta a vedere cosa stavamo facendo, e chiama la Polizia.... ok saliamo in macchina riprendiamo la strada…..destinazione............sconosciuta! seguendo le indicazioni del Gps I-phione passiamo per un po' di campeggi, tutto chiuso, tutto full...cominciano a considerare altre possibilità: dormire in macchina, tornare a casa o.....continuare sulla California one.......quest'ultima pare la scelta...Riprendiamo la via in direzione Santa Cruz (45 miglia da dove eravamo..)sostando qua in la dove c'era qualche lampione acceso...speravamo di poterci accampare...Le soste erano solo un pretesto per bere, mangiare e tenerci svegli :)))).
    La california1, me la ricordavo bene, bellissima emozionante a strapiombo sull'oceano....ma noi stavamo percorrendo una strada completamente nera, nessuno passava di la, solo il faro ci rassicurava che eravamo sulla via giusta ;) I cellulari non prendevano e abbiamo perso una vettura della carovana, così ci siamo fermati sul ciglio della strada, non passava alcuna macchina, buio nero assoluto, tiriamo fuori le pile, il bacardi e improvvisiamo un party!!!!! Passa un auto che ci vede saltare tutti esaltati, accosta, e noi impauriti saliamo in macchina al volo e riprendiamo la via (forse se non fosse passata quell'auto eravamo ancora li a saltare e bere)
    Ormai i miglia non li contavamo più, pensavamo di essere quasi a LA! ore 2.30 am,  ci fermiamo a 9 migli da santa Cruz, dove c'era l'accesso a una spiaggia. Ci fermiamo nella piazzola, e inconscienti decidiamo di accamparci. C'erano molte macchine, come scendiamo ci rendiamo conto che la serata stava finendo per un gruppo di teenager drogati e ubriachi. Questi ci sconsigliano di fermarci li, mostrandoci le ferite che portano sui fianchi per essere scivolati lungo la discesa per la spiaggia! ma dove siamo capitati???!!!
    Scarichiamo le macchina da sacchi a pelo tende e alcoll. Una torcia, 12 persone e una discesa scoscesa tra le roccie....in fila indiana ci incamminiamo verso..(non sapevamo bene cosa!) mi faccio luce con il cellualre per vedere dove metto i piedi....ma qualcuno ha pensato bene di usare il sedere al posto dei piedi (questa volta non ero io!).... Tutto assolutamente buio mentre l'oceano sbatteva sulle rocce...Ore 3 am, apriamo le tende: montaggio senza istruzioni, per la prima volta, al buio, parlando lingue diverse! Nonostante  ci fossero anche ingegneri all'opera la cerniera dell'entrata era all'uscita e l'uscita era su un fianco....L'acohol iniziava a dare alla testa e i nostri corpi erano pregni di umidità che cadeva come pioggia...brrrrr che freddo! Intanto Juan porta giu la legna e accende il fuoco. In mezzora eravamo tutti seduti a riscaldarci...fin quando non sono iniziati i giochi alcolici e grasse risate facendo il gioco “I never…. “ in cerca di spiegazioni e traduzioni in ingelse…ahaah!! Un po' alla volta le posture si fanno sempre meno erette e parallele alla sabbia..... crolliamo per poi trascinarci nelle tende...
    Che bello dormire in tenda, in spiaggia, mi sono affiorati un po' di bei ricordi di quando eravamo abituè della spiaggia del Lido ;)..ormaiaaaaaaaaii  4 anni fà... va beh, ci corichiamo chi dentro, chi fuori la tenda, chi ubriaco e chi senza sensi...
    Mi alzo verso le 6 per andare al restroom ,il sole stava sorgendo così ho potuto capire dov'eravamo finiti..una baia protetta da delle scogliere alte e striate in rosso, non eravamo gli unici ad avere avuto la splendida idea di campeggiare....altre tende si nascondevano tra roccia e sabbia. Mi faccio suggestionare da un angolino in una scogliera e decido che è il mio restroom. Ci sono ancora le braci di qualche fuoco acceso la sera prima e a terra trovo 2 cellulari e una fotocamera. Torno all'accampamento con il bottino e comincio a chiaccherare con le chiche! Un altra oretta per ammirare quant'è bello non dormire e svegliarsi dal buio della notte in fronte all'oceano.
    Verso le 6 e mezza ci addormentiamo nei sacchi a pelo all'addiaccio....
    Sonni profondi e tranquilli vengono svegliati dalle urla dei poliziotti che dalle roccie ci invitano a svegliarci e chissà cos'altro...non capivo niente, apro gli occhi e vedo questi incattivati che ci urlano con il megafono! Siamo in arresto! Ci invitano a svegliarci, ma l'unica di sveglia ero io, così squoto gli altri....l'alcohol l'aveva avuta vinta sugli ingegneri ancora atterriti.....un po' alla volta ci fanno sedere in linea. Siamo incriminati di :CAMPEGGIO; FUOCO;ALCOHOL E TRASH in spiaggia! FORBIDDEN!!!! Con aria minacciosa prendono le nostre generalità, parlano con la centrale inquotendoci terrore. Nel frattempo un aitante  policeman, chiede il mio passaporto, vado a prenderglielo. Eravamo una fila di poveracci infreddoliti e impauriti seduti a terra con queste belve pronte a sbranarci. Mi risiedo a terra secondo indicazioni, il poliziotto prende il mio passaporto e inizia così una piacevole conversazione, d’un tratto cambia tono di voce <<ma parli italiano?!>> (of corse!) e gli esce un bel sorriso  ;) per poi finire in chiacchere…..qualche risatina per sciogliere la tensione, e la cattura dei poveri criminali colpevoli di aver aver fatto un camping finisce con << Questo è un parco naturale, se raccogliete tutta la spazzatura che c’è in giro e non vi fate più beccare così potete andare…>> Gli avvoltoi se ne andarano a controllare gli altri poveracci che avevano dormito in spiaggia e li aspettavano già con i bagagli fatti, in riga. Noi ancora assonati ma consapevoli d’averla scampata abbiamo raccolto tutto il trash affrettandoci a far sparire il nostro accampamento. A fine rettata, il bottino dei poliziotti è stato di qualche multa e un arrestato!!! Ci siamo riavviati in Ca1 in direzione Sf, un abbondante colazione grassa e carboidratosa e poi ultimo bagno della stagione nell’oceano!!!!
    Ed ecco anche quello che credevo fosse l’ultima avventura di questa sessione in California, così ho aggiunto alla lista dei to FEEL CLOSE TO AMERICAN  anche l’epserienza con la Police! ☺


    August 25

    fly..

    ....CHI GETTA SEMI L VENTO, FARA' FIORIRE IL CIELO!!!!!!!!!!!!!...

    DESTINO, FATALITà, COINCIDENZE O INTERFERENZE??! DON'T LOSE THE WAY!!


    • Lunedì mattina scorso sono andata a Berkely per raccogliere informazioni preziose dalla giornata d'orientamento per studenti internazionali. Sveglia ore 4.15 am. Ho preso sembianze da studentessa modello e mi sono avviata verso Sf. Ero abbastanza nervosa, avevo paura di perdere treni, arrivare tardi o non riuscire più all'improvviso a parlare inglese...Beh primo treno preso ( senza biglietto perchè ho corso per prendere quello prima di quelloc he mi ero programmata, non si sa mai che alla mattina siano in ritardo!) sono rimasta perfettamente sveglia fino alla stazione di Milbrae, dove dovevo prendere la Bart.  faccio il biglietto e salgo su quest'altra specie di metro-treno. Il viaggio doveva durare 1 ora e mezza, in quel momento della giornata era so crouded di tutte le persone che vanno a lavorare nella sf Bay. Gli occhi inziavano a cedere, ma per fortuna ho lasciato il posto a donne in cinta, persone con stampelle etc..così sono rimasta quasi sempre sveglia. Nel passare  da Sf a Okland, la mia carrozza era semivuota, solo studenti e professori di Berkeley e la Bart era salita in superfice. Appoggio dolcemente la testa sul finestrino e mi addormento guardando la  nebbia fuori....Mi sveglio giusta in tempo a Berkeley, scendo un po' per mracolo perchè non risucivo a legegre cosa ci fosse scritto fuori... Eccomi arrivata a Berkeley! l'ho trovata essattamente come l'avevo lasciata due anni fa...ricordavo benissimo tutti i vari posticini, mi stava venendo un po' di nostalgia a ricordare quanto ci siamo divertiti quel giorno a bazzicare con Chiara ae gli altri per le confraternite e le foto idiote che ci siam fatte... Beh erano le 8 di mattina, necessitavo di un "double espresso macchiato" così in direzione campus, trovo il primo starbucks...e mentre mi sbevucchio il caffettino che mi da vita, me lo rovescio addosso (pardon..non ero ancora enough sveglia!) la mia magliettina rosa macchiata sul davanti! per fortuna il vestito era blu.. Mi sono precipitata in bagno per salvare il salvabile. Va beh sistemata la maglia, mi sono diretta nel campus....Tutto nebbioso, freddo e io con un bel vestitino arioso eheheh. Non ricordavo esattamente il building per il meeting.....Trovo un uomo della security e gli chedo dove è il meeting per gli international student. Terzo piano, l'ascensore era aperto ( prendo sempre le scale!) salgo, premo il botton, e alla riapertura delle porte, trovo un uomo che mi aspetta, mi chiede il mio nome. Prima che io possa dire qualsiasi altra cosa mi dice: Ciao benvenuta, Steve mi ha parlato di te, vieni...( chi era steve come faceva a sapere chi ero io?! avevo parlato con alcune persone di cosa andavo a fare ma non avevo subscritto il mio nome da nessuna parte....)  Non ho avuto tempo per fare domande, mi ha fatto sedere, com'ero conciata su una sedia, mi ha fatto una foto e mi ha detto: serve per il pass. (pass?! ma io sono qui un giorno per parlare con qualcuno e raccogliere informazioni.. va beh, non mi fa male avere un pass..) Ero in un aula con altri 30 ragazzi, e esordisce una signora : sedetevi ai vostri posti, prendete i test che passo a controllare i passaporti! (test?) allora troppe cose non andavano...fermo la signora e per ben due volte le dico che non sapevo niente del test e che ero per l'orientamento. Lei mi dice, si è giusto, vogliamo verificare il vostro livello d'inglese!  mi prende il passaoporto, lo controlla sulla lista, mi da una targhetta con il mio nome e via al test.... Oddio, sono solo le 8 e mezza di mattina e mi trovo catapultata senza troppe spiegazioni in un aula a fare un test d'inglese, e ops dimenticavo..sono a Berkeley.....Questo test potrebbe compromettere a vita la mia carriera odddddddioooo! Inizia il test..passano i minuti e una domanda martella le mie tempie che non riesce a svolgere l'esercizio di listening....Sono nel posto giusto????!!! Così per la terza volta fermo un altro porfessore e gli spiego mezza storia della mia vita e perchè ero li...mi guarda e dice: aspetta un attimo... so forma un consulto di professori, che si muovono verso di me, mi prendono fuori dall'aula e mi dicono :Sorry, there's a error, one person with your name doveva essere qui, e invece non si è presentata e quindi vi abbiamo confuso............OKKKK.............. c'è una spiegazione a tutto, ma come è possibile? non ho mai pensato che certi scambi potessero esistere, se non nei telefilm. So scossa da questo equivoco, coincidenza o cos'altro continuo la mia giornata in Berkeley....quanti altri incontri....e interrogativi. solo una certezza: I WANT BECOME BERKELY'S STUDENT!
    • 25 agosto ore 7.50 AM aereoporto SF check-in: valigie con peso quasi perfetto....Consegno il pasaporto, ma il mio nome non appare, allora controlliamo lo spelling, controlliamo il numero di conferma, il volo e quant'altro......il mio nome era....su un volo il 5 settembre! HOW IS IT POSSIBLE???                          momenti di semi-panico, confusione e many GUESS..and now?! stava per esplodere un sorriso, ho preso in considerazione molte volte di prolungare il mio soggiorno, i perchè?! sono tanti...quando si vedono avviate diverse relazioni, diversi impegni e possibilità, lasciare tutto è un po' perdere molte possibilità, ma in fondo la mia è stata una scelta completamente ragionata, in previsione del futuro: Prima posso tornare in Italia, prima posso tornare qui, finire i mie progetti, concludere e iniziare le attività che ho intrapreso. Per cui la scelta giusta era tornare il 25 agosto come da programma.Ma cosa fare quando si ha difronte un biglietto con il tuo nome stampato su un volo il 5 settembre?che vuol dire?! perchè?! sta di fatto che devo tornare in Italia, e le mie valigie erano già chiuse, per cui non mi sono lasciata prendere dalla tentazione di dire Si, GRAZIE, non desideravo altro! Ho fatto valere i miei valori di passeggera con un biglietto che non esiste e facendo l'occhiolino all'omino mi ha trovato un volo oggi stesso, ad un altra ora....e in tanto sono in una lunga attesa nell'aereoporto, dove sempre, come al solito, tutto va tutto passa, e se ci si ferma, si sembra congelati in un istanza che non va ne avanti ne indietro......sono sigillata nei vetri dell'international aereoport of san Francisco, un grande vetro mi separa da quel che vorrei toccare e vivere ancora. Don't worry! now i'm happy to come back, and this signal could means : CAME BACK SOON! so....I'm working for.........;)

    August 22

    in silenzio..

    Quando il grido supera la barriera del suono, si sente solo il dolore..

    cosa accade da queste parti?! no party!

    ciao a tutti! da quando sono in Silicon Valley, Menlo Park, non ho foto eccitanti da farvi vedere, e le ore di attività in un giorno vanno dalle 6 e ermezza d mattina alle 9 e mezza quando vado a letto, e mi chiamano lazy girl, qualcosa ogni tanto accade...
    • c'è stato un incidente stradale che ha tagliato i cavi della luce, così un intera zona di mountain view è rimasta al buio per 5 ore: la rete wi-fi di google non c'era più, i telefonini non funzionavano, e i supermercati erano rimasti al buio. Tutte queste circostanze non mi hanno impedito di uscire di casa alle 8 di sera. Sono andata al mitico safe way (c'è ne uno anche qui!) dove le persone camminavano per le corsie facendosi luce con i telefonini per vedere cosa c'era negli scaffali, e quando giravano l'angolo e incontravano un altro cliente, si spaventavano!! un atmosfera buffa e non si sapeva ancora a cosa fosse dovuto il problema...Quando all'improvviso nel buio del supermercato, ugualmente abitato, è tornata la LUCE,  allo stesso momento,che si sono accese le lampadine, si sono accessi tanti sorrisi nelle persone! ma che bello, sembrava che tutti avessero riscoperto cos'era la luce, si respirava un aria di sollievo...a volte basta così poco..!!

    • La mattina quando esco di casa per andare a prendere il treno incontro in fila al semaforo in linea i "camioncini" Microsoft, Yahoo, Google e Nasa, che vanno a prendere i loro preziosi dipendenti alla stazione del treno e li portano al lavoro... e li riportano la sera....

    • ci sono professori dell'università di Harvard che gravitano attorno a Standford e si fermano in uno Starbucks, occupano un intero tavolo per aprire le loro agende, dal loro palmare paralno al il resto del mondo, e scrivono e parlano e leggono e bevono un sorso di caffè e riprendono ininterrotamente e animatamente a sostenere consversazioni, mentre la loro enorme agenda è distesa in fronte a loro. Agenda, con  due righe per ogni ora del giorno, dove sono segnate anche le ore  in cui dormire.........SLEEP....ma ci può scorsare???!!

    • una sera ho rischiato di stare sveglia fino alle 11, in compagnia di Ben&Jerry e di Gianpiero e Alex, ma....mentre guardavamo Delirio alla Las Vegas, mi sono...addormentata!!!!ore:10.30!
    • Da una settimana parlo con il traduttore del mio nuovo compagno di banco: un sedicenne made in Taiwan che deve essere ammesso all'Università, un genietto matematico che non spiaccica una parola in inglese comprensibile, così digita veloce su uno di quei super traduttori fighissimi che sputa fuori la parola in inglese perfetto, così io ascolto il traduttore e scrivo al  microomino che poi traduce!ahahah Ora, oltre a parlare con i muri, dovrò imparare a parlare con i traduttori!!
    • da macy's c'è il 40% di sconto su articoli già scontati del 50% e parlo di scarpe, vestiti magliette e biancheria di ogni marca colore e forma!!e io non ho ne provato ne comperato niente...

    • alla mattina alle 6 ci sono sempre i soliti 10-15 ciclisti che salgono con me, donne e uomini, ancora con i capelli bagnati perchè appena usciti dalla doccia, bici da corsa e poi tutti sudati si cambieranno al lavoro.. (come fa il mio teacher! questa mattina l'ho visto arriuvare gromndante in pantaloncini corti ahhaha)

    • In quest'estate a stelle e strisce non mi sono fatta mancare niente di folkloristico e tipico; mi sono inabissata nel profondo della cultura america: donuts, minimo 1 coca-cola al giorno, starbucks ripetute volte, espressioni wozzup, ehi bro', all'hamburger non ci sono ancora arrivata (non ce la posso fare!).... le ho provate un po' tutte, ma ora ho anche l'autentico amico americanno: Un cioccolatino fondente made in usa, che quando si veste bene, si mette la maglieetona gigante e si sposta il frontino del cappellino a lato quando mi parla. Poi non è nemmenop da solo, c'ha l'amichetto di giochi, il suo Bro', che c'ha portate a casa dal cinama in un macchinone oscurato, con il display della radio che usciva gigante...e con la musica yeah diffusa in tutta la macchina... (credevo potesse essere l'auto del Big Zee sardo!). Quando parla, io rido continaumente, e mentre lui pensa di essere divertente, io mi sconquasso per come ciondola la testa e come cammina goffo.... sempre in perfetto style yo yo! a Bolo  ci atteggiamo per scherzare a fare i Bro', ma lui No! è propro vero, l'hanno disegnato così!! ahaha



    ANGEL-J.J.

    I’ve got an angel
    She doesn’t wear any wings
    She wears a heart that could melt my own
    She wears a smile that could make me want to sing

    She gives me presents
    With her presence alone
    She gives me everything I could wish for
    She gives me kisses on the lips just for coming home

    She can make angels
    I’ve seen it with my own eyes
    You’ve got to be careful when you’ve got good love
    Cause them angels will just keep on multiplying

    You’re so busy changing the world
    Just one smile and you could change all of mine
    We share the same soul
     
     
    August 19

    e finalmente, ancora MILKY

     Questo è un post, post-datato. Dedicato in particolare alla mia amicona Ale, e a quel poveretto che ogni mattina prendeva il 10 foscari con noi e non hai mai saputo che per ben 4 anni è stato chiamato Milky. Oltre a non essere mai stato chiamto così, lui non sa nemmeno chi siamo noi. Non ci siamo mai parlati o salutati, è stato semplicemnte nelle nostre chiacchere più sublimi e retoriche.
    Ebbene sì, è stato al centro della nostra attenzione per la sua pettinatura: una folta e voluminosa chioma scura, stirata all'indietro con un vasetto di GEL...come non dare nell'occhio?! Ogni mattina la sua pettinatura HARDstyle, pareva una fresca leccata di mucca, magari pure la Mucca Carolina, che prima veniva munta per fare il latte e po gli sistemava per bene i  capelli. MA SI PUO??? da qui deriva il Nome Milky, che vuole sembrare tutto tranne che quello che pensavamo, per non essere scoperte a sparlocchiare del diretto interessato.
    Negli anni, la mia astuta Socia ha seguito più da vicino le vicende di Milky, con tanto di indizi sulla sua vita privata, flirt e annessi passatempi....
    Non abbiamo mai cercato di cnoscerlo veramente, ma è sempre rimasto Milky e le sue storie....

    Un mese fà, mentre ero alle hawaii, nell'isola di Kauai, l'ultima sera andammo nell'unico Pub dell'isola...Un ritrovo di Harley Davidson: omoni e donnone addobbati a festa con giubini in pelle e accessori della loro identità...tutti ubriachissimi,  che facevano il karaoke. 
    Del mio gruppo d'amici, ero l'unica donna, e forse l'unica sobria. Sono stata presa di mira da questi simpaticoni, con le lunghe trecce nere,  pelati o tutti tattuati. Così tra baci, abbracci, rutti e qualche strofa in inglese a fine serata, io ancora sobria, e loro ancora più ubriachi ci siamo scambiati numeri di telefono.  Un simpatico omone che voleva portarmi in giro in moto, mi ha detto chiamami domani che così ci vediamo..... mi lascia il suo numero di telefono e scrive il suo nome::::: MILKY!!!!
    ahhaha non ci potevo credere, esisteva per davvero qualcuno che sia chiamava MILKY!! ahahahaha così a 13.500 km di distanz, nell'altra parte del giorno il mio pensiero è andato a quel poveretto che non sà ancora di essere Milky, e alla mia mitica amicona ALE, che grande compagna di avventura, mi torna sempre alla mente! ahahahah MILKY 4EVER, ora nella rubrica del mio telefono c'è pure milky!
    ..la foto qui sotto è uno dei reperti di quella serata....
    p.s. ale quando vuoi lo andiamo a trovare!!


    PRIMA&POIsempreMORTEnellaVITA

    un anno fa...
    se dovessi dire cos'è la morte, ora, senza avere esperienza degli altri, la descriverei come una cosa senza turbamenti. forse sadicamente posso dire: cosa c'è di più bello della ciclicità della vita?!..é la conferma che siamo tutti vivi, tutto và e tutto viene...La morte non è altro che la prova che esiste la vita.

    Quella sensazione fisica nella memoria involontaria, mi prende contropiede, esautorando il mio sistema centrale, nel dire "il mio oggi", ciò può avvenire solo se interveiene qualcosa dall'esterno.
    Se il mio di io di oggi decide di ricordare ieri, è sempre il mio Io di Oggi che decide di ricordardare Ieri, è sempre il mio Io che comanda. Ma se una sensazione fisica, indioendente da me mi assale, e mi invade, il mio Io di oggi può venir meno e sostituirsi al mio Io di Ieri.
    La sensazione che appartiene più al mio Io  di ieri si impadronisce del mio Io e fà si che salga in cattedra il mio Io di Ieri.
    La differenza non è nel contenuto che viene ricordato, ma nel mio Io che viene ricordato.
    La memoria volontaria, mi porta all'Io di Oggi. Mentre la memoria involontaria, imposta dalla realtà esterna mi porta al mio Io di ieri.

    Per un momento sono quello che ero ieri. Per questo Proust dice:
    Tutto è reale, ma solo il mio Io di Ieri è reale. Il mio Io di oggi è fittizzio. Quest'essenza non era in me, ma in me stesso. Così rivivo l'Io del passato, rivivo non ci sono elementi nuovi.
    Non è nella materia di ciò che ricordiamo ma in quale dei nostri Io percepisco le cose.
    Il mio Io di allora è sottratto alla morte.

    Seneca diceva: Sbagliamo se guardiamo la morte, come qualcosa che deve ancora avvenire, perchè in realtà parte di essa è gia avvenuta.

    Vivere è morire, non si muore il giorno che si muore, ma si muore sempre. Morire significa erdere sè stessi. Perdiamo continuamente noi stessi, in ogni istante  perdiamo ciò che eravamo ogni momento prima.

    Nel momento in cui ricordo il passato del mio Io attuale, ricordo qualcosa che è morto. Solo grazie alla memoria involontaria e alla memoria esterna  rivivo per un attimo.

    Un anno dopo ...
    Per me, ora, la morte è quella vita che sta nella mia morte. Quando la mia memoria volontaria non vivrà più solo nella morte di quelle vite che se ne sono andate allora Io sarò più viva, ma non saprò ancora cosìè la morte se non il dolore di un ricongiungimento continuo.
    August 16

    ci sono delle persone che mi rendono felice..

    Mi sento fortunata perché  ci sono delle persone che  mi sanno ascoltare e  che semplicemente mi comprendono, mi fanno sentire libera perchè a loro posso parlare, per svelare i miei pensieri, i miei sogni e desideri. Molto spesso hanno parole giuste o consigli adatti per farmi capire meglio cosa combino....
    A volte sorridono, mi guardano perplessi, stanno in silenzio o esprimono le loro perplessità... non mi giudicano semplicemente, mi regalano il loro punto di vista, la loro oppinnione, non si fermano al fatto in sè....vedono oltre..sono quelle persone che percepiscono il mio stato d'animo, le mie emozioni.. per questo capiscono le mie decisioni, i miei sogni, le mie paure e insicurezze....e non si sorprendono più se cambio idea improvvisamente o decido di trasformare un sogno in realtà...
    forse anche senza saperlo, in questo  momento la vostra presenza è fondamentale.... Grazie di esserci!!!!
    Per queste persone, molte delle quali leggono questo blog, voglio molto bene come amica, nipote, sorella o come semplicemente essere della stessa specie umana...
    grazie Aurora

    p.s. tra queste persone c'è anche chi pensa per qualche tempo che uno stupido vestito possa dimostrare che una persona è diversa da quello che si crede. A volte gli abiti sono come le maschere, nascondono, proteggono e riparano un identità fragile...
     


    August 13

    me&meg YES WE CAN!!!!!

    Yo & Meg YES WE* CAN… (“we” a volte si riferisce solo a una delle due, ma spesso una è la causa di certe azioni ell’altra! :/)
    ..YES WE CAN…provare  a perdere l’aereo facendo gli happening con la targa del caffè e correndo al contrario sul tapiroulant
    …YES WE CAN…perdere la Muni guardandoci attorno, facendo foto e chiacchierando…
    …YES WE CAN…fare innamorare il cuoco japponese..
    …YES WE CAN…stare zitte quando entriamo in modalità risparmio energetico
    …YES WE CAN…far scappare gli uomini (anche i negroni morbidi e dolci!)
    …YES WE CAN…fare 750 foto in 2 giorni
    …YES WE CAN…parlare la stessa lingua per ore e non capirci!
    …YES WE CAN…mangiare cipolla e dopo dormire nello stesso letto
    …YES WE CAN…mandarci a quel paese..
    …YES WE CAN…non essere d’accordo su cosa è fashion
    …YES WE CAN…comperare 2 paia di pantaloni e 2 scarpe in mezzora
    …YES WE CAN…fare considerazioni sui “problemi del mondo”
    …YES WE CAN…dire cavolate inninterrottamente
    …YES WE CAN…perdere la cognizione del tempo
    …YES WE CAN…trascorrere una giornata facendo ripetitivamente le stesse cose: andare da Sturbacks a bere il doppio espresso macchiato, andare in cerca di un bagno, un posto dove mangiare-lavare la frutta, trovare una redbull, andare in bagno…e di nuovo cofee..
    …YES WE CAN…fissarci perdutamente e segretamente degli stessi uomini (capitato ma molto raro!)
    …YES WE CAN…farci i dispetti come due coniugi esauriti
    …YES WE CAN…camminare per 16 km sotto il sole poi uscire ancora!
    …YES WE CAN…Entrare in modalità “risparmio energetico” dopo una certa ora
    …YES WE CAN…commuoverci davanti al golden gate con la nebbia
    ...YES WE CAN...INFATUARCI (xdere la testa)  x i koreani o coloro che hanno a che fare da vicino con tale cultura! mannaggia voi!
    …YES WE CAN… to be continous in bologna…
    p.s.…YES WE CAN…OBAMA FOR PRESIDENT!


    ritorno a SF, romantic week-end con Meg!

    UUU RITORNO A SF DP 2 ANNI!!!!!! YO&MEG, PEACE&LOVE, 6 YES WE CAN!!!!!!!
    Dopo le avventure New Yorkesi* dello scorso week-end, e quelle koreane* di questa settimana, eccoci arrivate alle avventure san franceschine!!!!!!!!!!
    Raggiunta Meg a Sf, sabato, è stata prima una giornata di consolazioni amorose e poi un revival anni 70.  Giro ad Haight Asbury, in un clima Peace&Love, dove sembra che qualcuno ci creda ancora!!!! NOI X PRIME!!!! 2 fanciulle sognatrici e romantiche come noi, si sono immedesimate nello spirito hippy di qualche decina di anni fa, eccitate dall’idea di sentirci figlie dei fiori, e del consumismo, abbiamo passeggiato facendoci abbagliare dai negozi e tutto quello di stravagante che c’era attorno. In un pomeriggio abbiamo fatto 150 m di strada, entrando e uscendo da negozi con “pezzi fashion” introvabili,  templi del trash e della trasgressione: negozi di sole parrucche, accessori, costumi colorati e eccentrici, accompagnati da Boa di pelo e tutti gli attrezzi necessari per trasformarsi!!!!!! YMCA!!!!!!!
    Ma non solo!!!!,poster, cartoline e ancora simboli di un intera generazione che non se n’è ancora andata!!! Wow! INCREDIBILE!
    Come sempre, sbattute fuori dalla chiusura negozi, un “veloce” ritorno a casa Haji’z! e pronte per una goduriosa cenetta a base di……. Ci siam mangiate di tutto: dal sakè al cicken, agli scrimps al tofu, ai soya  bean… noudle etc…infine pure il elato al the verde….rimanendo fino a chiusura locale!  Meg con il numero di telefono del cuoco jappo (vedi precedenti in meg’s blog!) ci siamo avviate versi Powel, ma senza farci mancare la ciliegina sulla torta: un’altra STRETCH LIMOUSINE! Dopo Honolulu, mi sembrava romantico andare in limo anche con la mia meggy, visto che ormai dividiamo anche il letto ;) !!!!!!
    E poi ritorno verso casa …. Per non perdere l’ultima metro (circa verso mezzanotte)..ci siamo avviate alla stazione…. Ubriache di pazzia come sempre, abbiamo fatto un po’ di foto qua e in là….entriamo in stazione ed ignare, incoscienti (ma consepovoli che siam capaci…) abbiamo intrapreso la missione: come perdere l’ultima metro…… stando alla piattaforma davanti al binario, siamo riuscite per 40 minuti a farci passare davanti tutte le Muni, senza riconoscere la nostra! A chiusura della stazione (ci hanno sbattute fuori un'altra volta!) siamo andate a protestare che avevano annunciato l’arrivo della linea K, ma che poi non era arrivata! La guardia, indicando gli schermi di sorveglianza c’ha detto: vi ho viste chiacchierare tutto il tempo, e la muni vi è passata davanti!!!!!!!!!
    Dopo la missione come provare a perdere un aereo (per motivi simili, vedi NY!!!) abbiamo compiuti la misssione: come perdere la Muni!!!
    Torniamo sulla market, e dopo aver consultato la cartina…abbiam dedotto che l unico modo x arrivare a casa era…..il Taxi!!!
    Chiacchere e risate hanno finito la nostra serata, che si è conclusa con una profonda dormita nel letto di Meg a una piazza e mezza della metà…..ricavandoci gli “spazi compatibili” ci siamo state……
    Domenica mattina svgeliate verso le 8 e mezza, abbiamo fatto colazione e chiacchierato quanto basta per uscire di casa solo verso le 11, Meg impasticcata e malaticcia con il naso gocciolante, ci siamo dirette a fisherman warf per prendere le bici e trascorrere un felice pomeriggio domenicale al Golden Gate Park…dopo essere scese a Embarcadero e arrivate a piedi al pier 39…niente piu bici a mezzogiorno, tutto sold out! Così tra pranzo e cambiamenti di programma abbiamo capito che l’unica soluzione era andare a far visita al GG bridge passeggiando lungo la spiaggia. Così affianco all’oceano ci siamo avvicinate sempre più al grande ponte, che si è mostrato in tutta la sua bellezza, dietro la nebbia e sotto il sole…La gente sdraiata a terra che guardava il cielo, si abbracciava, i bambini che sguazzavano dentro e fuori l’acqua gelida, i cani che si rincorrevano e il sole alto……. Un’atmosfera bellissima, mentre gli arcobaleni volavano alti. Io e Meg entrate in una sorta di trans, siamo state zitte a lungo guardandoci attorno enjoiendo di quell’atmosfera meravigliosa….
    Giunte sotto il GG bridge alle 5pm, abbiam scattato le ultime foto e poi abbiam cercato la via più breve per tornare a casa, prendere il mio zaino , una muni e la Caltrain again! Inutlile dire che per quanto ci siamo impegnate, la gente era tanta e ovunque, impossibile prendere un mezzo di trasporto pubblico…ritorno lento e a piedi! Per lo più una volta raggiunta miracolosamente la stazione della muni, abbiamo preso una metro che doveva passare vicino a casa, ma che invece ci ha fatto fare un bellissimo giro panoramico in mission! Così ore 7.30 pm abbiamo constatato che avevo perso il mio treno per tornare a casa e che avremo passato un'altra notte assieme ☺ Abbiamo cenato in una pizzeria strana…che aveva atrezzi e macchinari dell’officina….!!!!?? poche domande…e abbiamo mangiato! La pizza era anche buona (c’erano 3 dimensioni di pizza, 12-14 o 16 pollici?!)!
    Avviate verso casa nel buio della Ocean avenue, Meg ha iniziato a pensare alla sua presentazione sull’arte contemporanea! Che stress…!!!! Il dilemma di come spiegare in soli 15 minuti a un gruppo multicultural i concetti fondamentali di una corrente così complessa?! Una studentessa così appassionata d’arte come può riassumere in inglese lo spirito di vecchi esami universitari??! Stanche e assonate ci siamo sedute sul letto a decidere quale opera o artista scartare e quale è essenziale per spiegare l’arte contemporanea! Meg stanca e  stressata non veva più neuroni disponibili per produrre..così ci siamo addormentate rinviando il lavoro alle 6 di mattina del giorno dopo! Grande meg, che come al solito ha fatto un ottimo lavoro con perle di saggezza vaganti!
    Così….
    Lunedì mattina ore 8 e 15..Meg è salita sulla Muni direzione downtown e io mi sono avviata verso balboa park….bye bye Meggy..fine delle avventure americane….. ma non finiscono qui..ci si vede a settembre a Bologna!!!!

    August 09

    e non è tutto....

    LOCATION:silico valley, Menlo Park, se una settimana fa pensavo di scrivervi dall’isola che non c’è (hawaii) , ora vi scrivo dall’isola che c’è! ma che è lo stesso fuori dal mondo! Sono qui da pochi giorni, le impressioni sono molte, come gli incontri… mi trovo in un posto dove il mondo gira secondo regole diverse dal solito… Silicon Valley è un isola, nella California dove le persone vegetano quasi esclusivamente per lavorare o studiare. Al momento mi sento meglio, per ora può essere l’isola felice (più delle Hawaii), forse perché ho trovato un ambiente che mi piace….
    Quando cammino per strada, ho l’ impressione di essere dentro il plastico della città ideale….dove le macchinine sono tutte nuove e patinate,  belle perfette e svoltano con moderazione ( it’s common andare al lavoro  con la maserati, piuttosto che la maserati, o la mustang se non  la porche..)
    Le persone sono vestite sempre a puntino, si incrociano in treno o nel tavolo dello Starbucks e sono rade nei centri commerciali. Ma camminano per mano, sembrano felici….La mattina ci sono 30 buisness people-ciclisti, in coda aspettando di salire sul treno per giungere a destinazione….In base allo style a cui si aderisce , tutti hanno una valigetta 24 h o uno zainetto multifunzionale, in coordinato con l’abbigliamento usefull per qualsiasi situazione, ma mai fuori luogo….ognuno porta con se un laptop, e ci lavora in ogni istante possibile….sempre e continuamente, andando molte volte ad abitare quel non luogo eterico, dove tutti siamo cittadini..e che qui grazie una vastissima rete wifi offerta da Google e altre, copre perfettamente la superficie calpestabile…. Questo stile di vita è incorniciato da edifici con non più di un piano, circoscritti in quartieri perimetrati di verde, con strade pulite, per lo più deserte.  la rush-time è solo la mattina, dove sembra che tutti salgano sul nastro trasportatore per andare a lavoro, e la colonna automolibistica paziente, attende il tempo collegandosi con il cellulare o laptop a quel che conta di più…..la rete di lavoro….C’è una diffusa inclinazione da appllicarsi, e mettere in funzione le proprie doti intellettive in qualsiasi spazio e momento. 
    90 volte su 100 si ha la matematica certezze che le persone che  ci circondano siano “in funzione” , i loro neuroni sono adoperati per la maggior parte delle ore….quasi senza conoscere svago….non vedo faccie tristi, depresse o stressate….vedo persone ambiziose che lavorano molto e sembrano credere fino in fondo in quel che fanno…..  di extra alle ore operative, posso dire che quasi tutti si adoperano per mantenere un allenamento fisico con un perfetto jojjing time le sere. Tornati a casa, dopo le 9 non si incontra nessuno per strada, non si sentono rumori e poche luci accese… ogni centro (Mountain view, Menlo park..) ha una strada principale dove per qualche centinaio di metri si trovano ristoranti, banche qualche teatro…ma si ha perennamente la sensazione di uno spazio costruito non sul modello delle comuni città (per chi è italiano)…. Non c’è un centro, lo shopping center è isolato, non ci sono spazi ricreativi o di aggregazione. (se si và a san Josè (grande città della California) le cose cambiano)…ma qui nel cuore della silicon, dove si producono idee, soldi e sembra essere uno dei principali motori dell’economia…c’è uno spazio alienato dal…… mi manca il termine da scrivere in quei puntini, vorrei scrivere dal resto del mondo, ma in realtà qui si è più connessi che mai… eppure anche se c’è tutto manca qualcosa…prima della fine cercherò una definizione da inserire….
    Al momento mi fermo qui,  passerò il weekend a SF con Meg, alle prese con un sogno diventato realtà per lei e un enigma che su risolverà tra i banchi della biblioteca di Standford per me…. I’m alla conquista di nuove terre extraeuropee e americane, so difficult under stand cosa passa nella testa di un……….SUSPANCE..non l’avreste mai detto! A presto
    Baci a tutti….

    July 29

    QUEL CHE NON VI HO RACCONTATO DELLE HAWAII...


    Non ho avuto tempo di scrivere finora tutte quegli oggetti, emozioni, sensazioni, colori che hanno riempito le mie giornate..ora che sono nel “trapasso” d’oceano, di fuso orario e di “mondo”, sospesa nel blu, vi racconto cos’è rimasto impresso nella mia mente delle Hawaii…
    La prima cosa che sento sulla testa picchiettare, sono le goccie di piogerillina che ogni tanto cadono a Honolulu, piccole, delicate e momentanee (5 min?!) ma non ho mai visto nessuno che dicesse <<it’s a raining day>> o che estrasse l’obrello dalla borsa ( gli ombrelli li ho visti solo ai giapponesi che anche a mezzanotte sono capaci di proteggersi dall’illuminazione stradale!)..questa pioggerellina, improvvisa inspiegabile, regala sempre un arcobaleno. Per questo sulla targa delle macchina, oltre ad esserci scritto Aloha State c’è n grande arcobaleno! Queste dolci pioggerelline non sono da confondere con le piogge tropicali, che si abbattono spesso nelle zone montuose. Nell’isola di Kauai ci siamo imbattuti in una pioggia, che ha creato quasi mezzo metro d’acqua in mezzora (in quest’isola c’è la zona piu umida al mondo!). la cosa bella della pioggia è che spuntano arcobaleni…. Ma i più belli non sono quelli nati dalle onde. Quando un surfista ha “perso” l’onda, e la lascia correre davanti a sé, questa s’icrespa, e mentre un altro surfista la cavalca, dietro per qualche secondo di forma un divertente arcobaleno! Ma che meraviglia, gli arcobaleni tra le onde dell’oceano!!!
    Surf..onde. La mattina alle 5 prima di andare a scuola, in Waikiki con i surfisti più cool (una cinquantina) cavalcavamo le onde.  In compagnia di Nils o Madlaina, ci alzavamo quand’era ancora buio e assonati, ci tuffavamo tra le onde…dopo il primo spruzzo d’acqua gli occhi si spalancavano e l’adrenalina iniziava a salire… che bello il sole sorgeva e noi giocavamo nell’acqua, poi doccia veloce, colazione da Sturbacks e con il costume e i capelli bagnati a lezione!!!! Ecco il modo migliore per inziare la giornata..peccato che calato il picco di adrenalina, continuavamo a stento la giornata tra caffè e Redbull, per finire la sera a fare gli associali mentre gli altri uscivano….(ma non sempre ai mè!!!). La mia carissima amica Johanna, dormiva a una stanza da me, ma avevamo orari e abitudini opposte: ogni santissima sera usciva alle 10, super imbellettata, sempre con un vestito diverso, 10 cm di tacco…..e tornava verso le 6-7 am ubriaca, con una nuova medaglietta per aver conquistato un omino. So io uscivo di casa e lei tornava, poi quando si svegliava nel pomeriggio ci incontravamo in spiaggia. Trascorrevamo 5 ore assieme e poi si ricominciava. La nostra amicizia continuava a momenti inversi by i post in face book o cose simili (perche poi on the beach io andavo a surfare con Fabio e Nicolas e lei si riposava, perchè troppo stanca in spiaggia). Ed eccomi ritornata a parlare in qualche modo del surf.
    Le prime surfate le ho fatte in Waikiki dove, ci sono delle ondicine, che ti spingono con dolcezza, non serve fare paddling per più di 10 minuti e è sempre affollatissimo (tranne la mattina) that’s why nel pomeriggio è molto pericoloso, perché siamo un branco di incapaci che si avventano tra le onde, così ci ammassiamo l’uno sull’altro, come conigli in accoppiamento e poi ci troviamo legati sotto sopra, mentre altre tavole volano per aria gente che urla…..un manicomio! Fin quando un bella notte, ho conosciuto Fabio! Mi si è aperto un mondo: lui andava tutti i giorni ad Army beach a surfare! Diventammo compagni di surf, è scoprì cosa voleva dire affrontare un onda e fare del vero surf. Vi anticipo che non sono una surfista provetta, il mio obiettivo è alzarmi sulla tavola quando prendo l’onda rimanere in piedi-ginocchio, urlare (come quando si scende con lo slittino) fino a quando non decido che è il momento giusto per fare un bel salto in acqua e finire la corsa…..
    Army beach è una spiaggia molto grande che continua dopo Waikiki, si fa circa 15 minuti di paddling ( all’inizio ero sfinita) per arrivare al punto giusto, dove ci sono aolo altri 4-5 surfisti che aspettano le onde. A circa 600 m dalla riva di fronte al DimondHead su una tavola da surf aspettando l’onda. La tecnica consiste nel guardare l’orizzonte, fin quando non si ha il presentimento che un’onda stia arrivando, ci si siede sulla coda della tavola, si alza la punta, e si gira cos’ il surf in direzione della spiaggia. Ci si sdraia sopra e con le mani in acqua ci si prepara a spingersi per arrivare con la giusta velocità sulla cresta dell’onde per poi alzarsi.
    Le possibilità sono molteplici le due più frequenti sono: l’onda si ingrossa e tu non te l’aspetti, così ti trovi impotente risucchiato dall’acqua, fai 3-4 capriole sott’acqua (con tavola a seguito) fin quando non riesci a emergere miraocolosamente, sputi l’acqua che hai nei polmoni e riprendi a respirare. Oppure l’onda ti prende, tu ti spingi e segui la sua spinta, arrivando così a raggiungere velocità altissime, che ti spingono a “missile” perdi completamente il controllo della tavola, si forma un muro d’acqua davanti alla tavola e dai polmoni esce un grido liberatorio fin quando non ti sei fermato…..e poi si ricomincia, si torna indietro e ci si prepara per l’onda successiva…. Nel frattempo ci sono momenti di “secca” dove si prende il sole, ci si fa una pennichella, si fa i cretini sulla tavola etc… dimenticavo che oltre alla compagnia dei surfisti ;) ci sono pure le testuggini marine (bleah che schifo le odio) bestiaccie con un guscio di diametro mezzo metro) che vagano nel mare, o come è successo a Madlaina si scontrano con i surfisti nelle onde. Quando urti qualcosa di duro nel mare c’è sempre l’incubo squalo. Gli squali attaccano le tartrughe, per questo anche i surfisti, che da sottoacqua (sopra la tavola da surf con mani e piedi in acqua) ci assomigliano…. Non ci si può pensare sempre altrimenti non si và più in acqua….. 2 giorni fa uno squalo tigre bianco molto grande ha attaccato una donna che faceva snorkeling vicino alla riva…gli stanno dando la caccia con l’elicottero….MAH meglio evitare di andare in acqua…ne?!
    Chiudo questa parentesi sportiva con una nota degna di riguardo per chi tiene il conto alle cicatrici che costellano il mio body…. Dunque penserete che sulla tavola da surf sia impossibile farmi male, a meno che uno squalo non lasci l’impronta dei suoi dentini sulla morbida ciccia..invece….come si dice in gergo mi sono “rushata ” su una tavola (che non era tra le mie preferite) così riporto innumerevoli cicatrici di abrasioni dal decoltè, alle coscie, alle ginocchia…dimenticavo che il cordino del surf che si aggancia alla caviglia, con gli sfregamenti lascia la cicatrice….per cui ora sono completamente tattuata di piccole cicatrici che paiono panne e lentiggini…….mi mancavano!!! Bella collezione!!!!
    A presto….vi racconterò del mondo Silicon Valley!!!!

    from HAWAII to the MAINLAND!!

    la partenza è imminente. Quando sono nella sala d'attesa di un aereoporto, o in aereo, trovo il tempo di scrivere....dovrei forse prendere un aereo la settimana?!

    Ore 02.49 di notte, località Honolulu (ancora per poco..)..
    inizio (solo inizio, non continuerò) in ordine cronologico, per poi proseguire come al mio solito a "sentimento".....
    alle ore 02.00 am, ero nella stanza del mio albergo in waikiki che controllavo di non aver dimenticato niente in giro.....sento urlare dalla finestra AURORAAAA HELPPPPPPPP and somethings else, non ho capito bene, ma erano urla di terrore, guardo dalla finestra e le urla si moltiplicano....Ma porca miseria cosa succede nella tranquilla Honolulu?! Scendo vado al desk e chiedo cosa stia succedendo, la signora mi dice che ha sentito l'allarme antincdendio del palazzo difronte (dove abita la mia amica Ily). Le sirene di pompieri e polizia assordano tutto il vicinato: persone in pigiama si affacciano dalle finestre dell'hotel, io mi dirigo nel palazzo di Ily per vedere cosa accade.....un ammasso di persone in pigiama, a piedi nudi, seminudi etc..in strada e i pompieri entrano in azione... azione per cosa?! falso allarme incendio! La mia amica mi racconta che le sembrava di essere in un film, mentre dormiva ha sentito le sirene e ha pensato di gridare il mio nome perchè ero nella finestra difronte.....tutto ok rientra l'allarme....tutti tornano nei proprio letti e io nel mio albergo....così dopo 5 settimane alle hawaii, dove non accade mai niente e la polizia sembra quella dei cartoni animati, ho visto anche entrare in azione pompieri (gialli) e poliziotti......mi mancava!
    Beh ritorniamo a noi...mancava poco tempo per finire le valigie, ed entrare nei panni per riattraversare l'oceano verso la mainland.... che strana sensazione, scarpe chiuse, panataloni lunghi, maglia con le maniche lunghe e biancheria intima ….eh bene si, 34 giorni di costume...non sapevo più allacciare il reggiseno!
    eccomi nei panni per lasciare l'isola che non c'è per ritornare alla realtà..chissà..

    In questi giorni mi chiedevo se bastasse comperare qualche maglietta o costume da surfista per portarmi un pezzetto di Hawaii a casa. Una maglietta con i superpoteri, per sentirmi sempre sulla cresta dell'onda, nell'oceano, sotto il sole, in qualsiasi città o situazione mi trovi…… Ho analizzato attentamente quella più colorata, più sbarazzina con scritto Honolulu, surf o ispirasse Surf Style and take it easy….Alla fine ho abbandonato la ricerca, perché se chiudo gli occhi vedo le onde blu venirmi incontro...wow…… sono ricaduta in una felpa nera con semplicemente scritto Hawaii….

    Non posso non scrivere di un evento importantissimo. Avvenuto in un “non spazio”, in un tempo non programmato…. In una pagina eterica ho trovato Emily.
    Emily, una mia amica-sorella-una persona che è stata inseparabile da me per circa un anno della mia vita, all’incirca 12 anni fa…è passato tantissimo tempo…!!!!!Lei è la più grande di 4 sorelle con papà veneziano e mamma  anglo-francese….Loro 4, sono bionde e io mora, abbiamo trascorso un intenso periodo  come sorelle, incollate….Poi loro sono partite per le campagne nei dintorni di Berjerac…iniziammo a scriverci per posta e ci vedevamo 4-5 volte l’anno, quando puntualmente per un solo weekend o poco più ritornavamo a giocare, a dormire e a correre per le campagne francesi assieme….. e poi tutto s’interrupe…come la mia vita…..ci perdemmo.
    Io ricordavo a memoria l indirizzo ma non riuscii più a ricontattare le mie bionde sorelline…..quanto grandi saranno diventate?! Come sono?! Non potrò più prenderle in braccio….Spesso in questi anni, i miei pensieri ricadevano nei campi di grano, nei prati della campagna francese, la pittura e il raku..ricordi messi in un cassetto… con la speranza che un giorno qualcuno avesse ricevuto le mie e-mail a tutti gli indirizzi di Burden (cognome della mamma) in Francia…ma niente….In particolare nell’ultimo anno ne scrissi ben 2…. Beh inutile continuare a dire quanto speravo e non credevo di poter riagganciarmi a quel pezzetto di vita importantissimo… Emily è arrivata da una pagina di face book. Grande, con il fidanzato, all’università si Bordeaux….ci siamo riscoperte…promettendoci di incontrarci il prima possibile…un altro buon motivo per tornare in Francia.
     Da segnalare che la mia amica pazza riccioluta (la sosia di tanja) che appare nelle foto è di Parigi…e siamo diventate qualcosa più che amiche. Siamo opposte diverse, ma abbiamo lo stesso sentire, ci dicevamo spesso di volerci sposare, ma in realtà siamo pazze per gli uomini…per cui diventeremo solo grandi amiche!!!..mi sa che riinizierà la spola Bologna-Parigi e bologna-Bordeaux… è l’anno della francia!
    San Francisco i’m coming…mainland…☹

    July 24

    dove sono? sul BAGNASCIUGA......

    il sole era forte, la sabbia scottava, e l'acqua era azzurro intenso. scorreva, fluttuava, si mischiava con il cielo e le nuvole.....
    ero a Sunset beach, una spiaggia di NorthShore, a nord dell'isola di Oahu, dove d'inverno si svolgono le più importanti competizioni di surf.
    famosa per le sue onde, perchè l'oceano si riversa lungo la terra...
    In quella spiaggia, dove l'acqua sembrava un essere grande, enorme, che si muoveva sinuosamente e simultaneamente difronte alla costa. Una massa d'acqua continua che si spostava assieme: mescolava il blu, il celeste, l'azzurro e il cristallino con l'incolore....

    La spiaggia era troppo calda e l'acqua scorreva trasparente davanti a me.....un tuffo, una nuotata, non sarebbero stati suffcenti a soddisfare la voglia di appropiarmi di quella meraviglia, quel paradiso, quella cosa belissima e indescrivibile.

    Lasciai tutto sulla spiaggia per immergermi, coprirmi di quel colore. Non appena entrai nell'oceano, realizzai che quell'acqua era troppo fredda, la corrente troppo forte e la sabbia scendeva immediatamente....
    troppo bello da vedere, impossibile da raggiungere...
    ..la spiaggia troppo calda e l'acqua troppo fredda....
    mi sedetti sul bagnasciuga,,,, dove il sole sembrava coprirmi e l'acqua toccarmi...
    ...non avevo caldo perchè l'oceano mi rinfrescava, non avevo freddo perchè la sabbia mi adagiava.....
    chiusi gi occhi pensando di aver trovato il posto ideale per sognare.....

    ................senza vedere l'azzurro, sentendo solo il caldo e di nuovo l'acqua bagnarmi...mi trovai rivoltata sulla sabbia asciutta,
    la spinta delle onde era troppo forte......

    ...rividi davanti a me quella meraviglia azzurra, intoccabile, inafferabile, ma che mi circondava...Mi risedetti sul bagnasciuga difronte all'oceano ammirando il cielo, le nuvole, con i palmi delle mani sulla sabbia tenera, che sembrava quasi sgretolarsi............

    ad ogni risacca il mio corpo si affossava nel manto dorato, trasportandomi verso la corrente.......

    sul bagnasciuga stanno le cose portate dal mare che si prende la spiaggia finchè non arriva un altra onda....
    si può stare sul bagnasciuga?!