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    September 29

    L'ultimo giro di giostra...

    La mia serenità nel pensarti è data da quel principio che mi hai sempre dimostrato:
    L'energia non si crea,non si distrugge,si trasforma
    la ciclicità della natura:dalla vita alla morte; il compimento della catena che riparte con la vita. Mi fa star bene, mi sento appartenere alla macchina dell'intero universo che funziona  sempre, indipendentemente da noi, così da farmi sentire una piccola parte del tutto.

    La fortuna che ci rimane è il ricordo.
    Il ricordo è come una stella cadente, la scia appare agli occhi migliaia di anni luce dopo che la stella  ha attraversato l’universo.
    Quando la stella se ne è già andata,  noi possiamo percepire la sua presenza passata ammirando la scia che c'ha lasciato quando s'è sperduta.... C’è sfuggita la stella e la sua essenza, ma ci rimane tra le dita quel che siamo riusciti a cogliere di lei.

     Seneca diceva
    ..vivere è morire,non si muore il giorno che si muore, ma si muore sempre.....
    morire significa perdere sè stessi.
    Perdiamo continuamente noi stessi,in ogni istante perdiamo ciò che eravamo ogni momento prima.
    Quando morirò avrò perso solo l'istante prima,ma il mio IO bambino,infante è gia morto,quello che è vivo è il mio IO di ora.
    Io vivo....

    un dolce saluto alla VITA

    Da Taggi Paolo ….di niente del mare

    …mi hanno chiesto perché stavo sempre qui,  ma non gli ho saputo rispondere .
    Che cosa gli avrei dovuto dire; venite dentro i miei pensieri.
    Chi lo farebbe mai.
    Io sto qui e guardo, Guardo se c’è qualcosa che assomiglia alla mia vita.
    Per esempio, qualche minuto fa, c’era una leggere brezza di vento; adesso non c’è più, non è facile da spiegare.


    Dovessi mandare un messaggio in bottiglia, lo manderei proprio al mare.
    Ma gli parlo già così.
    Basta guardarsi, per parlare, come fanno i pesci.
    La gente invece, o non vuole parlare o vuole solo parole.
    Ma parole soltanto, e basta.
    Dentro le parole, poi davvero, non ci mette niente.
    Le parole si gettano così, una dopo l’altra, e tu pensi a qualcosa d’altro.
    Non è bello quando si stà così.

    Per la gente del paese,  le mie parole non esistono; e io ho imparato a parlare piano, senza lasciare segni.

    Gli uomini di qui non hanno torto se non mi capiscono.
    Loro ragionano in base a quelle 4 o 5 cose che hanno tutti: chi ne ha una o due di più, come la fantasia e l’immaginazione, allora non può starci, con loro.
    Nel mondo ci vogliono le cose materiali, le cose che uno può vedere, le può misurare.
    Uno deve poterne sentire il peso.
    Le cose così non contano, quelle che uno dice che esistono ma sono solo  dentro di lui e nessuno le vede, se non si mette nello stesso punto, se non lo sta ad ascoltare, se non guarda dentro ai suoi occhi.
    Forse io non ho 4 o 5 cose come loro, più la fantasia e l’immaginazione; ho queste, le ultime, ma non ho le altre perché insieme non ci possono stare, si eliminano.
    La concretezza, per esempio, non la conosco e per questo sono diverso. Anche l’invidia , non la conosco.
    Uno come me, davvero, non ci può stare
    September 02

    che c'è in Usa?!

    L’america, meta sognata dai nostri nonni, idolatrata dai film, terra giudicata frettolosamente, come fonte di ricchezza economica e apice delle tendenze, altrimenti terra semplicemente capitalistica, banale, senza storia e una cultura superficiale.
    Io continuo ad andarci, a tornarci e usarla come termine di paragone. Non mi trovo schierata in una posizione precisa, non sono ancora riuscita a trarre abbastanza  deduzioni.  Per ora le mie esperienze mi hanno insegnato che ci siano molto cose positive di questo paese, da cui prendere spunto, e altri fattori, che la rendono l’opposto dell’Italia e mi fanno apprezzare e amare il nostro paese.
    Una delle cose che mi attraggono sono i rapporti che nascono e crescono senza basarsi su una prima impressione estetica sul colore della pelle, abiti o bellezza. Sto parlando della Silicon Valley, che mi ha mostrato che l’America è forse una terra di non solo discriminazioni. Probabilmente è una piccola parte d’America,  o forse semplicemente un ambiente ristretto dove la cultura ce l’ha vinta. O  è quella parte di americani rappresentata da Obama?!
    Troppi pochi elementi per esprimere un’ ipotesi fondata, in questa direzione. Non è di questo che voglio parlare, ma di come sia possibile una realtà, che credevo solo idilliaca. Una realtà dove il giudizio estetico non è quello più importante,  si viene semplicemente considerati per quello che si è come esseri semplicemente pensanti e lavoratori. Il colore della pelle., la forma degli occhi, l’età, l’eleganza del vestito o la professione, non sono una discriminazione nei rapporti umani. Se hai delle buone idee, delle valide motivazioni, sei libero di conversare con qualsiasi persona, senza sbarramenti o formalità. Un esempio  è stata la scuola che ho frequentato. Professori americani, gestiscono classi dove ci sono alunni con 20 anni di differenza , di diverse nazionalità  e di tutti i ceti sociali: figli di professori di Standford piuttosto che Berkeley o ragazzi orientali molto giovani che attraversano l’oceano per  realizzarsi negli studi. I professori che ho incontrato erano sempre in grado di lavorare per unione di punti in comune e collaborazione piuttosto che per differenze. Non c’è mai stata l’occasione che l’età o il colore della pelle venisse percepito come un discriminante, l’obiettivo in comune era imparare l’inglese, e solo quello ci univa e contava in classe.
     La mia scuola è stata il primo esempio che ho avuto, poi guardando le persone che incontravo, accadeva lo stesso. Nulla importa chi sei o chi potresti essere, l’importante è come agisci. Altri esempi, sono stati sapere che in importanti aziende si può camminare a piedi scalzi in ufficio, lo stesso boss conduce le riunioni a piedi nudi. Potrebbe sembrare un eccesso di ipocrisia, eppure nei posti di lavoro si gioca a biliardino piuttosto che calcetto, o si fa’ il barbecue ubriacandosi tutti assieme, senza distinzioni di ruoli lavorativi o età. E che dire dei possibili pupilli di Standford che trascorrono il sabato pomeriggio in spiaggia con hamburger patatine, pistole ad acqua e giochi idioti?! Tutto questo mi ha dato l’impressione che non è la prima impressione che conta. E’ concesso apparire come si vuole, ma non è permesso agire senza profitti o infrangendo le regole comuni. Forse sbaglio, ma questa è la differenza che al momento sento abissale tra gli Stati uniti e l’Italia. Questo è uno dei fattori che mi sta spingendo a riprendere un aereo per la stessa destinazione dalla quale sono arrivata 2 giorni fa. Voglio provare a mettermi alla prova in quell’ambiente che mi fa sentire più libera, più motivata a fare tutte quelle cose che qui n Italia mi sembrano difficili. Sarà una prova, per un breve periodo o magari lungo. Potrò tornare sconfitta, perché non abbastanza tenace e competitiva per sottostare a questi meccanismi, o rimarrò intrappolata nel sistema americano affanato dal successo individuale. Chi lo sa, sarà comunque un esperienza….