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May 27 LONG BEACH (CA), la spazzatura in ARTE :Charles MooreDa
anni il capitano Moore e un gruppo di ricercatori solcano i mari a
caccia di plastica: penne, bidoni, palloni. E tonnellate di minuscoli
frammenti inquinanti
Charles Moore conserva le sue scoperte più belle in un armadio in fondo al suo giardino davanti all’oceano Pacifico, a Long Beach, in California. È da dieci anni che a bordo di Alguita, il suo catamarano, dà ostinatamente la caccia a una preda molto particolare, la plastica finita nell’oceano. E ne trova di tutti i tipi: “Gli oggetti di plastica che preferisco sono i manici di ombrello”, dice sorridendo. Ha anche una gran quantità di spazzolini da denti, penne, recipienti deformati dai morsi degli squali. Un pallone a forma di cuore. Dei caschi. Ma gli oggetti identificabili sono pochi, perché nessun oggetto rimane intatto a lungo. Il grosso della collezione è meno spettacolare, ma più preoccupante. Sono particelle più piccole di un granello di sabbia, i resti del deterioramento degli oggetti. Ci sono anche tonnellate di granulati plastici, che servono da materia prima all’industria. Moore ha appena scaricato dall’Alguita 50 campioni di “zuppa di plastica” pescati al largo. Questo suo interesse è nato per caso. Nel 1997, tornando da una regata tra Los Angeles e Honolulu, decise di prendere una rotta normalmente evitata dai marinai perché attraversa una zona di alta pressione, senza vento, dove le correnti si avvolgono in senso orario: il vortice del nord Pacifico. “Passavano i giorni e non vedevo un delfino, una balena, un pesce. Vedevo solo plastica”, ricorda. Così si prese a cuore questo luogo sperduto. Creò una fondazione e, con l’aiuto di scienziati specializzati nell’inquinamento marino, mise a punto un metodo di quantificazione dei rifiuti, prima di tornare nella zona. I primi risultati sono stati pubblicati sul Marine Pollution Bulletin nel 2001.
L’équipe ha contato mediamente 334.271 frammenti di plastica per chilometro quadrato (ino a un massimo di 969.777 per chilometro quadrato), per un peso medio di cinque chili per chilometro quadrato. La massa di plastica era sei volte più elevata della massa di plancton raccolta. Il vortice intrappola i frammenti. Il sito dove vengono effettuati i prelievi, grande quanto il Texas, è chiamato Eastern garbage patch, “la discarica dell’est” del Pacifico. Qual è la superficie totale della “discarica”? “Non lo sappiamo”, spiega Moore. “L’acqua è sempre in movimento, l’inquinamento è difficile da misurare. Ho percorso 150mila chilometri a bordo dell’Alguita nel nord del Pacifico e non ho trovato altro che plastica, ovunque”. Un materiale indistruttibile I
frammenti prelevati durante l’ultimo viaggio dell’Alguita saranno
selezionati e classificati in 128 categorie, in funzione del tipo (ilo,
pellicola, spuma, frammento, granulato), della dimensione e del colore.
Moore non ha una formazione da scienziato, ma il suo lavoro è molto
apprezzato dagli esperti, perché si spinge dove nessun altro va, nel
bel mezzo dell’oceano. “Ha dimostrato che questo inquinamento esiste, è
un pioniere”, commenta Anthony Andrady, esperto in polimeri del
Research triangle institute.
Secondo Andrady, l’impatto di questo tipo d’inquinamento è sottostimato.
Nel 2006 nel mondo sono state prodotte circa 245 milioni di tonnellate di plastica. Una parte, difficile da quantificare, raggiunge il mare, soprattutto tramite i fiumi e i sistemi di scarico delle acque urbane. Senza dimenticare i rifiuti abbandonati sulle spiagge. Circa l’80 per cento della plastica trovata in mare viene dalla terraferma. Solo il 20 percento dalle imbarcazioni. La plastica ha tante qualità. Costa poco ed è molto resistente. Troppo, quando sfugge ai circuiti di raccolta e smaltimento dei rifiuti. In natura sembra indistruttibile. “Nessuno sa quanto tempo ci mette a scomparire del tutto”, spiega Andrady. Può frammentarsi al punto da trasformarsi in polvere, ma rimane lì. Nessun microrganismo è in grado di degradarla completamente. Tutta la plastica che si è dispersa nell’ambiente da quando si è cominciato a produrla c’è ancora”. Pulire l’oceano è impossibile. “Sarebbe come passare al setaccio il Sahara”, sostiene Moore. L’unica soluzione, afferma, è sviluppare la plastica riciclabile, biodegradabile, attualmente poco diffusa, e cambiare le nostre abitudini: “Dovremmo usare la plastica solo per gli oggetti che davvero vogliamo far durare”. p oda
May 22 CENA PARTCIGINA E CONCERTO IN LUNIGIANA!Sabato 14 Giugno tutti alla cena partigiana! Concerto di Mattia Ringozzi e Andrea Massone May 20 it'rainning!Your body is drip-dry. You are not made of sugar and you won't melt in the rain. There is no reason to stop walking just because the rainy season has arrived. Here is how to gear up and buck up your attitude so you can be walking and singing in the rain. May 16 Le persone viaggiano...Le persone viaggiano.. per stare più sole nell'incontaminato per cercare quella sensazione di meraviglia e abbaglio verso il mondo, ...l'incanto per le cose... Quel posto tanto lontano, è il più vicino a me.. ...si viaggiare... May 10 AAA CERCASI... AAA cercasi un amore per attraversare questo breve frammento di esistenza che è la vita. Non chiedo nient’altro per transitare in uno dei 300 secoli che fanno la storia. il treno porta il vento...Per fortuna poi, arriva quel treno, che ferma, che porta, e intanto, che và…. Porta la calma, in quel vagone che và veloce sui binari. La calma, lasciarsi trasportare, abbandonandosi alla rotaie, come a un onda che porta le conchiglie al bagnasciuga. Tutto si ferma tranne la mente, che può liberarsi dei movimenti, dandosi solo ai pensieri, i pensieri che vanno-vengono e muovono emozioni,sentimenti e ancora altri pensieri. Il perpetuarsi di un moto che forse stanca di meno, ma per fortuna si muove perché porta vita. Crediamo di sapere dove porteranno quelle rotaie, ma capita che la nostra stazione non arrivi mai perché il treno di là non passa, e prende un’altra via, mentre noi percorriamo i nostri pensieri… I nostri pensieri, che a loro volta ripercorrono la giornata, i sorrisi gli incontri che abbiam fatto e quelli che vorremmo fare arrivati a destinazione. Eppure bastano poche note per staccarsi dalla realtà e lasciare che sia solo la musica a scandire il tempo assieme al vento, che a volte soffia con noi e a volte contro di noi…. May 07 Luca, i suoi e i miei pensieri, e le NOSTRE VITE... "Ho la fortuna di credere da sempre che nn sarei dovuto diventare per forza una grande persona prima o poi E ho la fortuna di sapere ke il mare è bello anche d'inverno e che la quotidiano non è un giorno ma una vita intera." anch'Io.... Ho la fortuna di credere da sempre che sarei diventata una persona importante per me, Ho creduto da sempre di aver avuto tanto dalla mia vita, Non ho sempre creduto di avere buoni esempi nella mia vita, Ho creduto da sempre di meritare tanto dalla mia vita. Ho sempre creduto in ME. Credo di essere fortunatissima per gli esempi che ho, che mi hanno fatta diventare quel che sono Forse continuo a credere solo in Me e nei miei credi, ma in fondo questa è la mia vita, fin quando non smetterò di credere.... |
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