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April 12 ...AMARSI...“Subito a me
Il cuore si agita nel petto
Solo che appena ti veda, e la voce
Si perde sulla lingua inerte”
Saffo
L’Amore in chimica..
I 4 atti dell’amore, in scena nel cervello:
ATTO I: l’attrazione
Al primo incontro, il mesencefalo, l’area celebrale che controlla i riflessi visivi e uditivi, inizia a rilasciare dopamina, un neurotrasmettitore legato a sensazioni di piacere e euforia.L’ipotalamo comanda al corpo di inviare segnalòi di attrazione: le pupille si dilatano, il cuore pompa più sangue, facendo arrossare il viso, un leggerissimo sudore copre la pelle, rendendola più luminosa. Se l’altro reagisce positivamente a questi segnali, si rafforzano i circuiti celebrali che collegano la sua presenza a sensazioni di piacere.
ATTO II: nascita di una passione
A ogni nuovo incontro i livelli di dopamina aumentano ancora, intensificando il desiderio per l’altra persona, il ricordo del piacere provato e la voglia di goderne ancora, e crescono i livelli di altri due neurotrasmettitori: noradrenalina e Pea (fenilettilammina). Questo cocktail chimico induce uno stato di eccitazione e di leggera vertigine, simile a quello provato da una piccola dose di anfetamine (oppure da una molto alta di cioccolata). L’abbassamento contemporaneo dei livelli di serotonina favorisce l’insorgere di un sentimento di ossessione.
ATTO III: L’attaccamento
Via via che il rapporto si approfondisce, l’ipotalamo stimola la produzione dell’ormone ossitocina, che stimola sentimenti di tenerezza e calore, rafforzando inoltre i recettori celebrali legati al circuito delle emozioni. Baci, carezze e altri rapporti sessuali fanno aumentare ulteriormente i livelli di ositocina. Un altro ormone, la vasopressina, collegato alla memoria, spinge alla fedeltà e alla monogamia.
ATTO IV:Amami o lasciami
Dopo un periodo che oscilla dai 18 ai 30 mesi dall’inizio della relazione, il cervello si è assuefatto al cocktail di sostanze chimiche e non reagisce più come prima. È in questa fase che molte coppie si separano, e ciascuno dei due ex, si mette alla ricerca di un nuovo partner con cui riprovare le emozioni vissute durante i primi tre atti.Ma non è così per tutti:nelle coppie più solide la vicinanza fisica, non solo sessuale stimola il neurotrasmettitore endorfina, una sostanza con effetti simili agli oppiacei che riduce l’ansia e infonde un senso di calma e intimità.Assai meno ecitanti e sconvolgenti della PEA, le rndorfine inducono però molta più dipendenza e , secondo molti studi, sono una componente chimica essenziale delle storie d’amore che durano una vita.
“tratto da
SOSTITUIRE LA CIOCCOLATA AGLI UOMINI?!
CHI TI AMA PIU’ DEL CIOCCOLATO?!
Poco più di un decennio fa, alcuni ricercatori individuarono nel nostro cervello un neurotrasmettitore dall’esotico nome di anandamide, i cui effetti sono equivalenti a quelli del Thc, o tetraidrocannabinolo, il principio attivo della Marijuana. L’anandamide, il cui nome deriva dal sanscrito “ananda” che vuol dire beatitudine interiore” è infatti collegato a forti sensazioni di benessere e euforia. Il problema è che l’anandamide viene metabolizzato molto velocemente, e con la sua scomparsa spariscono anche euforia e benessere. Nella cioccolata sono stati individuati ben due componenti capaci di ritardare la dissoluzione, prolungando le sensazioni piacevoli che derivano dalla produzione naturale di anandamide da parte del nostro organismo. La cioccolata, insomma, non sa solamente indurre piacere, ma riesce persino a protrarlo, facendo perdurare benessere e soddisfazione. Quanti sono gli amanti che possono rivendicare un simile primato?!
…Perché non creare un Uomo al cioccolato?!
Two is meglio che One!
….forse Willy Wonka è il prototipo dell’uomo perfetto…
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